Personale della scuola

Precari, in arrivo il verdetto Ue - Il ministro: «No a stabilizzazioni di massa»

di Gianni Trovati

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Nessuna «stabilizzazione», ma uno «smaltimento graduale» per poter far ripartire «un normale reclutamento» basato su una programmazione a regime e in grado di accogliere «chi vuole lavorare nella scuola e ne ha titoli e meriti».

Sono queste le prospettive sulla gestione dei circa 170mila precari della scuola secondo il ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, che ha ribadito l'urgenza «di smaltire questa piaga tutta italiana» ma ha chiuso la porta alle ipotesi di stabilizzazione di massa. A ostacolarla, secondo Giannini, non è tanto un problema di spesa, dal momento che i 51 miliardi che la scuola spende in retribuzioni del personale «sono pochi se si considerano i 270 miliardi all'anno dedicati alle pensioni». Il punto sottolineato dal ministro è l'esigenza di riavviare «un reclutamento normale e non a singhiozzo», superando la prassi di questi anni in cui «si è lavorato al giorno per giorno cercando di tamponare l'emergenza» senza approdare a una reale programmazione.

La sentenza in arrivo
Su tutta la questione dei precari, però, pende la "minaccia" rappresentata dalla sentenza della Corte di giustizia europea, dopo che l'Italia è stata messa in stato d'accusa per le modalità di utilizzo dei docenti non stabili. Al centro della contesa c'è il mancato rispetto dei limiti ordinari per la contrattazione a tempo imposte dalle direttive Ue e recepite da noi con il Dlgs 368/2001; l'Italia ha sempre giustificato l'utilizzo a ripetizione dei contratti a termine con le «peculiarità» del funzionamento della scuola, ma la battaglia è aperta e la sentenza in arrivo potrebbe portare una nuova multa milionaria al nostro Paese.

Accesissima, sul punto, è anche la battaglia giudiziaria nazionale, che ha già visto i precari della scuola ottenere il riconoscimento degli scatti stipendiali per l'anzianità maturata durante il periodo dei contratti "a ripetizione" settembre-giugno (Corte d'appello di Roma, sentenza 270/2012 ), e addirittura le progressioni e le mensilità future nei periodi estivi scoperti dai contratti sulla base del fatto che «con tutta probabilità» il ministero dell'Istruzione continuerà a proporre lo stesso tipo di lavoro all'interessato (tribunale di Trapani; sentenza 108/2013 ).


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