Personale della scuola

Il Miur alle prese con altre due spine: appalti di pulizia e presidi toscani

di Eugenio Bruno

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Non c'è solo l'imminente sentenza della Corte Ue a turbare i pensieri del ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. Sul suo tavolo ci sono infatti altri due dossier da affrontare e, se possibile, chiudere al più presto: la sorte dei 24mila addetti alle pulizie nelle scuole che il 31 marzo vedranno scadere la loro proroga e il destino dei 135 presidi toscani che, pur avendo vinto il concorso da dirigente scolastico, non sono ancora entrati in servizio. Su entrambi i temi potrebbero novità già oggi.

L'incontro con i sindacati sugli ex Lsu
Per trovare una soluzione alla vertenza che coinvolge i 24.000 addetti ex Lsu e degli appalti storici impiegati nei servizi di pulizia nelle scuole, per i quali il 31 marzo scadrà l'ennesima proroga dei finanziamenti i ministeri del Lavoro e dell'Istruzione hanno convocato per oggi i
sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil. In vista di quell'incontro le federazioni di categoria Fisascat Cisl, Filcams Cgil e Uiltrasporti Uil hanno intanto sospeso le iniziative di mobilitazione indette per oggi a livello locale. È probabile che in quell'occasione la responsabile del Miur illustri la soluzione che sta mettendo a punto: avviare dal 1° aprile un corso di riqualificazione professionale per poi poterli occupare nei lavori di manutenzione degli edifici scolastici.

Il sit-in dei presidi toscani
Mentre all'interno del dicastero si svolgerà l'incontro con i sindacati all'esterno ci sarà un sit-in dei presidi toscani. Indetta da Anp- Flc Cgil- Cisl Scuola- Uil Scuola, la protesta punta a sollecitare una soluzione per i 112 vincitori e i 23 idonei del concorso per dirigenti scolastici indetto nel 2011. Come forse si ricorderà la selezione si è conclusa nel mese di luglio 2012. Gli idonei sono stati appunto 135: di questi, 106 sono stati assunti a tempo indeterminato dal 1°settembre 2012 e altri 6 dal 1° settembre 2013; i rimanenti sono in attesa di nomina. Il concorso è stato oggetto di numerosi ricorsi da parte degli esclusi e, alla fine di un lungo iter, il Consiglio di stato ha censurato la procedura con cui è stato sostituito il presidente di commissione dimessosi alla fine di marzo. Nei giorni scorsi i diretti interessati hanno inviato un appello al premier Matteo Renzi affinché il governo adotti un atto urgente per tutelare la posizione dei dirigenti che hanno superato un regolare concorso, lavorano da due anni con un contratto a tempo indeterminato e rischiano ora di perdere il posto di lavoro per un mero errore formale, non riconducibile in alcun modo alla loro responsabilità.


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