Famiglie e studenti

Bagnasco: la scuola cattolica è servizio pubblico e risparmio per lo Stato

di Eugenio Bruno

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I vescovi italiani difendono il ruolo della scuola cattolica. Ricordando il suo ruolo di servizio pubblico e la sua fonte di risparmio per lo Stato. A dirlo è stato ieri il cardinale Angelo Bagnasco nella sua prolusione di apertura del Consiglio generale della Cei.

L'appello dei vescovi
Bagnasco ha dedicato più di un passaggio del suo intervento al ruolo della scuola confessionale. «Essa - ha ammonito il cardinale - è un patrimonio storico e plurale del nostro Paese, offrendo un servizio pubblico seppure in mezzo a grandi difficoltà e a prezzo di sacrifici imposti dall'ingiustizia degli uomini: ingiustizia che i responsabili fanno finta di non vedere pur sapendo - tra l'altro - l'enorme risparmio che lo Stato accantona ogni anno grazie a questa peculiare presenza». Da qui il suo impegno a riaffermare «l'urgenza del compito educativo».

L'incontro con il Papa
Lo stesso presidente della Cei ha poi definito il compito educativo «una missione chiave», richiamando le parole recenti di Papa Francesco. A tal proposito il capo dei vescovi italiani ha ricordato l'appuntamento del 10 maggio prossimo in piazza San Pietro proprio con il pontefice. «Davanti a Lui e con Lui - ha dichiarato - riaffermeremo l'urgenza del compito educativo; la sacrosanta libertà dei genitori nell'educare i figli; il grave dovere della società - a tutti i livelli e forme - di non corrompere i giovani con idee ed esempi che nessun padre e madre vorrebbero per i propri ragazzi; il diritto a una scuola non ideologica e supina alle mode culturali imposte; la preziosità irrinunciabile e il sostegno concreto alla scuola cattolica».

La libertà di scelta delle famiglie
In un contesto del genere Bagnasco ha rivendicato «la sacrosanta libertà dei genitori nell'educare i figli; il grave dovere della società di non corrompere i giovani, con idee ed esempi che nessun padre e madre vorrebbero per i propri ragazzi; il diritto a una scuola non ideologica e supina alle mode culturali imposte; la preziosità irrinunciabile e il sostegno concreto alla scuola cattolica». Scagliandosi poi contro la «logica distorta e ideologica» che sta dietro la pubblicazione di tre volumetti dal titolo "Educare alla diversità a scuola", che sono stati distribuiti nelle scuole primarie e nelle secondarie di primo e secondo grado. Pubblicazioni che, a suo giudizio, in teoria «hanno lo scopo di sconfiggere bullismo e discriminazione » e in realtà mirano a «istillare nei bambini preconcetti contro la famiglia, la genitorialità, la fede religiosa, la differenza tra padre e madre».


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