Famiglie e studenti

Al Suor Orsola l'identikit del laureato da assumere

di Francesca Milano

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Mondo dell'istruzione e mondo del lavoro si incontrano all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli. Si svolge oggi l'iniziativa "Il laureato che vorrei assumere" lanciata dall'ateneo partenopeo per stabilire un contatto tra gli studenti delle scuole superiori da un lato e gli imprenditori dall'altro. Insieme agli imprenditori, in realtà, ci saranno anche alcuni tra i giovani laureati "eccellenti" del Suor Orsola, che oggi occupano posizioni lavorative consolidate e di prestigio, e alcuni tra i rappresentanti più autorevoli del mondo delle imprese e delle professioni a livello nazionale.
«Abbiamo deciso - spiega Lucilla Gatt, responsabile dell'ufficio di Job placement dell'ateneo - di coinvolgere nel processo di valutazione dell'efficacia del percorso formativo proprio coloro che poi dovranno selezionare i laureati, perché conoscere le caratteristiche richieste dalle imprese (e non solo) per il "laureato ideale", è l'unico modo per avviare una formazione spendibile proficuamente sul mercato del lavoro».

L'obiettivo dell'iniziativa
Attraverso questo incontro, quindi, le future matricole potranno scoprire quali sono i profili professionali più richiesti dal mercato e quali sono le caratteristiche fondamentali per trovare un lavoro.
«L'attuale momento di gravissima crisi economica e di disoccupazione giovanile galoppante - spiega Paola Villani, responsabile del servizio di orientamento dell'Università Suor Orsola Benincasa - sta provocando un forte scoramento e un profondo disorientamento soprattutto nei diciottenni che si accingono alla scelta del percorso di studi universitari». Se ne sono accorti a Napoli: «È fondamentale - sottolinea Villani - orientare in maniera consapevole, guardando fin da subito alle prospettive occupazionali».
La decisione di affidare anche ai "laureati eccellenti" il compito di orientare le future matricole ha proprio lo scopo di trasmettere ai maturandi un messaggio positivo e degli esempi virtuosi da seguire. «I laureati, meglio di altri - spiega Villani - possono spiegare concretamente come è avvenuto il loro passaggio dagli studi universitari al mondo del lavoro».


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