Famiglie e studenti

Studenti stranieri sempre più bravi

di Francesca Milano

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Sono quasi 800mila gli studenti stranieri iscritti nelle scuole italiane: il loro numero è in costante crescita, anche se il boom degli ultimi anni sembra essersi arrestato. A dirlo sono i dati del ministero dell'Istruzione e della Fondazione Ismu , l'istituto per lo studio della multietnicità, relativi all'anno scolastico 2012/2013.
Seconde generazioni
Gli stranieri rappresentano oggi l'8,8% degli iscritti, ossia 786.630. Quasi la metà (il 47,2%) di loro è nata in Italia, percentuale che sale all'80% nelle scuole dell'infanzia e al 60% nella primaria. Gli alunni con cittadinanza non italiana sono presenti soprattutto nelle regioni del Nord e del Centro, concentrati in particolare nelle province di media e piccola dimensione.
I risultati
I dati mostrano che il gap nei risultati scolastici tra alunni italiani e stranieri si sta via via colmando:il "ritardo" quasi si annulla per gli studenti stranieri nati in Italia. Parlare due lingue (l'italiano dalla nascita, e la lingua d'origine dei genitori) li rende più portati anche nello studio delle altre lingue straniere, materia in cui ottengono risultati praticamente equivalenti a quelli dei propri compagni italiani. In alcune regioni del Sud le differenze tra gli italiani e gli studenti di seconda generazione tendono addirittura a invertirsi: in Campania gli stranieri nati in Italia fin dalla scuola primaria hanno un rendimento migliore dei loro compagni di classe italiani. Anche i voti degli esami di maturità mostrano che gli stranieri stanno diventando più bravi. Questo li spinge, dopo il diploma, a iscriversi all'università: lo scorso anno il 3,1% dei diplomati stranieri ha deciso di proseguire gli studi.
La scelta delle superiori
La formazione tecnica e professionale è sempre in testa alle preferenze dei ragazzi con cittadinanza non italiana (scelta dall'80% degli alunni), mentre l'avvio al liceo o all'istruzione artistica interessa poco più di 2 su 10. Una scelta dettata prevalentemente da ragioni economiche: la necessità di un lasciapassare qualificato ma rapido per il mondo del lavoro. A Nord Est l'iscrizione agli istituti professionali raggiunge la punta massima del 42,1 per cento. In Emilia Romagna il 46,5% degli stranieri frequenta questo indirizzo.
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