Personale della scuola

Via libera della Camera: il decreto scatti è legge

di Claudio Tucci

S
2
4Contenuto esclusivo S24

Semaforo verde della Camera al decreto sugli scatti stipendiali del personale della scuola: il provvedimento, che ora diventa legge, è stato approvato con 416 voti a favore, un contrario e 97 astenuti. Ad astenersi sono stati i gruppi del Prc e di M5S.

I contenuti del provvedimento
Il decreto convertito ieri sterilizza gli effetti del Dpr 122 del 2013 (che ha bloccato gli scatti d'anzianità nella scuola fino a tutto il 2013) e in base al quale il Tesoro, a fine dicembre, aveva sollevato "il polverone scatti", annunciando il recupero delle somme già corrisposte nel 2013 in tranche di 150 euro lorde al mese a partire dal cedolino di gennaio. Viene fermato qualsiasi provvedimento di recupero «nelle more della conclusione della specifica sessione negoziale attivata ai sensi del dl 78 del 2010, finalizzata al recupero dell'utilità dell'anno 2012». In pratica, si compensa il mancato prelievo sulle buste paga con il recupero dello scatto 2012 (in una sorta di dare e avere). La misura vale 120 milioni nell'esercizio finanziario 2012; e dal 2013 circa 370 milioni, con una curva poi nel tempo decrescente. Le coperture arriveranno per 120 milioni dai risparmi derivanti dai tagli alla scuola dell'era Gelmini-Tremonti e per la restante parte da un taglio al «Mof», il fondo per il miglioramento dell'offerta formativa a vantaggio degli studenti. Entro il 30 giugno 2014 una sessione negoziale all'Aran con i sindacati (necessaria perchè i fondi del «Mof» sono risorse contrattuali) dovrà sancire il recupero dell'utilità 2012, indicando le voci del «Mof» da tagliare.

La sanatoria per gli Ata aggiunta al Senato
Durante il precedente via libera parlamentare al Senato è stata introdotta anche un'altra norma che stoppa il prelievo delle somme corrisposte al personale Ata (a partire dal 2011 per mansioni aggiuntive) che sarebbe scattato da marzo. La misura è coperta con 30 milioni di euro circa, che saranno presi dal Fondo per l'arricchimento e l'ampliamento dell'offerta formativa e per gli interventi perequativi previsto dalla legge 440 del 1997.

La «soddisfazione» del ministro
Nell'esprimere «soddisfazione» per il sì della Camera il ministro Stefania Giannini ha sotgtolineato che si è sanato un errore commesso in passato. Precisando che «ora dobbiamo lavorare sul futuro». Con un progetto che consenta di «uscire dalle emergenze continue, progettare una scuola che ridia dignità agli insegnanti, ma che metta al centro soprattutto il diritto dei nostri giovani ad una formazione adeguata per affrontare il futuro». Ad esempio, come aveva dichiarato in mattinata, superando lo spread con gli insegnanti del resto d'Europa.


© RIPRODUZIONE RISERVATA