Famiglie e studenti

Gite scolastiche scontate per le classi che scelgono l'ostello

di Francesca Milano

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Sei classi su dieci non vanno in gita scolastica. Colpa della crisi economica che costringe le famiglie a tagliare i costi extra, tra cui quelli destinati ai viaggi d'istruzione dei figli. Un viaggio scolastico costa infatti mediamente 283 euro a studente, ma il prezzo varia in base a durata e destinazione. Per questo motivo, nel 2013 solo il 42% delle classi è partito per una gita, percentuale che sale al 46,5% nelle scuole superiori.
Per rendere più accessibile il costo dei viaggi scolastici, l'Aig – Associazione italiana alberghi della gioventù – ha lanciato un'iniziativa in favore delle scuole : il pernottamento e la prima colazione per i gruppi scolastici costerà la metà. L'offerta, però, è limitata alle classi che partono entro il 30 giugno 2014 per Alghero, Ancona, Bergamo, Bologna, Cagliari, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Palermo, Perugia, o Roma, dove sta per aprire il nuovo ostello Aig. Le città italiane, d'altronde, sono ormai le più gettonate, anche perché permettono di ridurre il costo complessivo del viaggio.
Nel 2013 le città più visitate dalle scolaresche sono state Roma, Firenze e Venezia, invece le classi dirette all'estero hanno scelto Francia, Germania o Repubblica Ceca.
Nello scorso anno scolastico le classi che hanno visitato una città italiana sono state in viaggio per 2,8 notti, mentre chi si è diretto all'estero ha dormito fuori per 4,8 notti (in media).
Studenti, insegnanti ed esperti del settore sostengono da anni l'importanza dell'esperienza dei viaggi di istruzione, ma le famiglie che possono permetterli ai figli sono sempre meno: per questo motivo, per esempio, la Regione Piemonte dal 2011 concede annualmente un contributo di 200 euro a classe che serve a sostenere le spese di trasporto, ma anche la quota di partecipazione dei bambini le cui famiglie si trovano in una situazione di difficoltà economica. Per il 2014 lo stanziamento complessivo è di 550mila euro e ne beneficeranno oltre 180 mila giovanissimi studenti che frequentano le scuole primarie locali.


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