Studenti e ricercatori

Dottorati da accreditare al Miur entro il 22 maggio

di Gianni Trovati

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Le Università e gli enti di ricerca avranno tempo fino al 22 maggio per mandare al ministero le proprie proposte di dottorati per il prossimo anno accademico, e ricevere per questa via l'accreditamento indispensabile ad attivare il corso. Il ministero, a sua volta, si dà 60 giorni di tempo per valutare le proposte e decidere se concedere o meno il via libera. La procedura, insomma, si dovrebbe concludere entro il 22 luglio, ma per dare agli atenei che si vedessero bocciati i corsi il tempo di controdedurre e chiedere un secondo parere, il calendario per l'accreditamento si chiuderà nell'anno del debutto al 31 ottobre, anziché il 30 settembre previsto dalle regole ordinarie.

È lo stesso ministero dell'Università, in unanota datata 16 aprile ma diffusa ieri , a fornire ad atenei ed enti di ricerca le istruzioni per partecipare alla prima prova di acquisizione del «bollino» per i dottorati, cioè l'accreditamento che diventa indispensabile a partire dal XXX ciclo, nell'anno accademico 2014/2015. Il meccanismo, scritto nel Dm 45 dell'8 febbraio 2013 e completato con i parametri individuati dall'Anvur a febbraio 2014 , traduce anche nell'ambito dei dottorati il sistema di valutazione dei corsi introdotto dalla riforma Gelmini e già attuato anche per quel che riguarda l'offerta formativa dei corsi di laurea triennale e magistrale. Il principio è semplice, e prevede che università ed enti di ricerca possano proporre solo corsi "certificati" dal ministero, che rispondano quindi a una serie di parametri quali-quantitativi pensati per sfrondare il panorama dei corsi e concentrare l'offerta su quelli di maggiore qualità. Per quel che riguarda i dottorati, i parametri fissati dall'agenzia nazionale di valutazione (Anvur) permettono di attivare solo i corsi nei quali il collegio è composto da almeno 16 docenti, fra i quali al massimo quattro ricercatori, e quando per ogni corso sono disponibili almeno sei borse di studio.
La loro applicazione sarà infatti "automatica" e per chi non rispetta il numero minimo di docenti nel collegio e di borse per gli studenti non ci saranno chance. Soprattutto sul numero minimo di borse, che intercetta uno dei problemi storici dei dottorati nel nostro Paese, si è levato l'allarme sul rischio di penalizzare le sedi più piccole. L'agenzia riconosce il problema ma del resto la lotta all'eccessiva "parcellizzazione" dei corsi di dottorato è una delle ragioni sociali del sistema di accreditamento: l'Anvur comunque indica anche le possibili soluzioni, caldeggiando la strada delle convenzioni: in quest'ottica sarebbe possibile prevedere che globalmente il dottorato in convenzione conti le stesse borse richieste ai corsi per singola sede, e che ciascuna delle sedi in convenzione metta a disposizione almeno una borsa di studio.
Questi due parametri rappresentano comunque solo una parte delle pagelle per i dottorati. Per quel che riguarda i professori del collegio, infatti, la valutazione non sarà solo numerica, ma metterà sotto esame anche la qualità scientifica, attraverso meccanismi analoghi a quelli utilizzati per la valutazione della ricerca (Vqr) presentata nel luglio 2013, e sarà messa sotto controllo anche la produzione scientifica degli studenti che hanno ottenuto il dottorato. Nell'esame sarà anche valutata la disponibilità di finanziamenti stabili e di strutture adeguate insieme alla previsione di programmi interdisciplinari.

Per presentare le proprie proposte, gli atenei dovranno seguire il canale telematico aperto all'indirizzo http://dottorati.miur.it (gli enti di ricerca devono invece chiedere le credenziali d'accesso all'indirizzo Pec studiuniversitari@postacert.istruzione.it) inviando le proposte entro il 22 maggio. Il ministero avrà 20 giorni di tempo per chiedere di integrare la documentazione, e 60 per valutarla (di qui la scadenza del 22 luglio): sulla banca dati del dottorato ((http://dottorati.cineca.it) saranno pubblicati i provvedimenti di approvazione e di diniego dell'accreditamento.


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