Studenti e ricercatori

Il superlaser da 70 milioni parla italiano: l'Infn farà da capofila

di Marzio Bartoloni

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C'è la bandiera italiana a sventolare sopra il progetto di super-laser da 67 milioni che diventerà il più avanzato del mondo e sarà destinato a studiare come la luce interagisce con la materia. Il super laser sarà costruito in Romania da un consorzio guidato dall'Italia, con l'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn) i cui ricercatori sono stati tra i protagonisti della scoperta del bosone di Higgs. L'accordo è stato firmato oggi a Roma, nella sede dell'Infn. Il progetto ache nasce ll'interno del progetto europeo Eli (Extreme light infrastructure) avrà possibili ricadute applicative industriali e coinvolge anche diverse Pmi italiane.

Italia alla guida del progetto anche con le sue Pmi
Il consorzio EuroGammaS, che si è aggiudicato la gara internazionale per la realizzazione del nuovo laboratorio, è guidato dall'Infn con la collaborazione dell'università Sapienza di Roma, il Consiglio nazionale delle ricerche francese Cnrs e il britannico Stfc, più numerose aziende europee e italiane. Tra quest'ultime si segnalano la Comeb che opera nella meccanica di precisione e la M+W che produce impianti tecnologici fluidi ed elettrici. Il laboratorio con il super laser europeo sarà realizzato in Romania, presso il centro di ricerca Ifin-HH a Magurele. Il laser sarà una sorgente di radiazione gamma, con fotoni di alta e altissima energia che permetteranno di studiare fenomeni molto diversi: dai processi che avvengono nel cuore delle stelle a nuove tecnologie e prodotti utili all'industria e alla medicina: dalla gestione in sicurezza delle scorie allo sviluppo di nuovi sistemi di produzione di isotopi medicali. Si chiamerà ELi-Np (Extreme Light Infrastructure - Nuclear Physics) e sarà uno dei tre pilastri del progetto ELi insieme ad altre due strutture nella Repubblica Ceca e in Ungheria.

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L'Infn sempre più leader nello sviluppo di acceleratori
«È una soddisfazione enorme aver avuto questo contratto», ha detto Fernando Ferroni il presidente dell'Infn, Fernando Ferroni. «Lo sviluppo di acceleratori alla frontiera della tecnologia, come Sparv ai Laboratori nazionali di Frascati, ci ha reso leader in questo campo - ha aggiunto - e il fatto che questo consorzio di prestigiosi enti di ricerca e importanti aziende sia guidato dall'Infn è un riconoscimento tangibile di questa capacità dell'ente di produrre innovazione e di essere tra i protagonisti mondiali di questa scienza. È un'ulteriore dimostrazione che la ricerca di base produce frutti concreti e ricadute sulla società». Soddisfatto anche il direttore generale di Ifin-HH, Victor Zamfir, per il quale «la costruzione della macchina, basata su tecnologie avanzate, da parte di un consorzio europeo guidato dall'Infn migliorerà e assicurerà una lunga e fruttuosa collaborazione tra scienziati rumeni e italiani, così come di altri ricercatori europei, per molti anni a venire».


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