Personale della scuola

Braccio di ferro sugli scatti cancellati per gli insegnanti

di Claudio Tucci

Gli scatti d'anzianità del personale della scuola tornano di nuovo in primo piano e, stavolta, tra forti polemiche. Con il ministero dell'Economia che comunica, a partire dal cedolino di gennaio 2014, di voler procedere al "recupero" di 150 euro lorde al mese sulle somme pagate nel 2013 a docenti e Ata (il personale amministrativo) che hanno maturato l'aumento stipendiale.

I sindacati sono sul piede di guerra e il ministro dell'Istruzione, Maria Chiara Carrozza, ieri ha inviato una lettera al collega Fabrizio Saccomanni per sollecitare una rapida retromarcia. Una analoga richiesta è arrivata anche da Matteo Renzi («Non siamo su scherzi a parte»). Ma il Tesoro parla di «atto dovuto», anche se lascia aperti spiragli per una possibile soluzione (se si trovano le risorse).
La questione (sfuggita di mano ai due ministeri) è in punta di diritto. E nasce dall'applicazione del Dpr 122 del settembre 2013 che ha bloccato per tutto il 2013 sia il rinnovo del contratto nazionale di lavoro sia gli automatismi stipendiali (gli scatti d'anzianità nella scuola sono l'unico modo di progressione retributiva). Ebbene, con una nota di fine dicembre 2013, il Mef ha dato le istruzioni operative per applicare questo Dpr, che per la scuola significa questo. L'accertamento del credito erariale finito nelle buste paga di docenti e Ata perchè si è "scattati" (cioè è stata raggiunta una classe stipendiale successiva) e il recupero «a decorrere dalla mensilità di gennaio 2014 con rate mensili di 150 euro lorde fino a concorrenza del debito». Una situazione che, sottolineano dal ministero dell'Istruzione, interessa circa 80mila tra docenti e Ata.

Ma suona come una beffa per la scuola. Di qui l'intervento di Maria Chiara Carrozza che ha chiesto a Fabrizio Saccomanni «di soprassedere» con il recupero degli scatti per l'anno 2013. Questo perchè, scrive la titolare del Miur, è in corso la definizione all'Aran «dell'atto di indirizzo che riconoscerebbe al personale in questione gli scatti per l'anno 2012», in base a un accordo fatto con l'ex ministro Giulio Tremonti (che ha già consentito di recuperare gli scatti 2010 e 2011). La richiesta di Carrozza è fatta, quindi, al fine di «evitare una duplice operazione di recupero e di successivo pagamento di somme in misura anche superiore a quelle da recuperare». E ha carattere di urgenza «atteso che entro questa settimana il servizio NoiPa procederà a liquidare gli stipendi del mese di gennaio operando automaticamente le trattenute necessarie al recupero delle suddette posizioni stipendiali e dei relativi incrementi economici».

Il Mef risponde a stretto giro, parlando di «atto dovuto» considerato che è in vigore un provvedimento che ha esteso il blocco degli scatti a tutto il 2013. Il Dpr 122 infatti è entrato in vigore il 9 novembre e dunque, sottolineano da Via XX Settembre, le somme già erogate - per un vuoto legislativo durato alcuni mesi - vanno recuperate. Ciò nonostante, precisano dal Mef, qualora il Miur, all'interno del suo dicastero riuscirà a trovare le economie che consentono di recuperare una cifra sufficiente da utilizzare per il pagamento dello scatto in questione «ovviamente questo si farà». Per recuperare gli scatti 2010 e 2011 il Miur ha utilizzato una quota delle risorse del «Mof» (il fondo per migliorare l'offerta formativa) e probabilmente la stessa strada si seguirà per il ripristino dello scatto 2012. Resterà da vedere quante risorse del «Mof» resteranno per il 2013.
A criticare il recupero automatico dei 150 euro mensili è il responsabile Scuola e Welfare del Pd, Davide Faraone che parla di «richiesta assurda». E anche i sindacati protestano (la Gilda minaccia anche lo sciopero). Per il leader della Uil Scuola, Massimo Di Menna, la decisione del Mef è «un atto gravissimo. E si rischia un ulteriore paradosso, visto che il Dpr 122 blocca solo il 2013. Lasciando quindi intendere che se lo scatto matura nel 2014 bisognerà procedere, già a febbraio, al riconoscimento dell'anzianità».


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