ITS e imprese

È boom di iscritti alla filiera della formazione professionale. Cuochi ed estetisti i corsi più scelti

di Claudio Tucci

Crescono, a doppia cifra, gli iscritti alla filiera dell'istruzione e formazione professionale. Che scelgono soprattutto i corsi per operatore della ristorazione e del benessere, anche in vista di un futuro sbocco occupazionale. Nel 2012-2013 gli iscritti agli Ifp hanno superato quota 300mila, con un balzo del +18% rispetto all'anno precedente (e addirittura del +52% rispetto al 2010-2012). E le scelte degli iscritti si polarizzano verso la figura dell'operatore della ristorazione (rappresenta la prima scelta in assoluto e soprattutto nei percorsi scolastici, con quasi 80mila iscritti). Mentre nei centri accreditati la figura preferita è l'operatore del benessere (estetista, in primis) con oltre 32mila iscritti.
I dati sono contenuti nel consueto monitoraggio realizzato dall'Isfol, attraverso dati provenienti da Miur e ministero del Lavoro. Il trend positivo è dovuto al forte incremento dei giovani iscritti agli istituti professionali (cioè le scuole) che sono aumentati nel loro complesso da 120mila a 162mila unità. Gli iscritti ai centri accreditati invece si vanno stabilizzando passando da 125mila a 128mila. Mentre le risorse rimangono più o meno sempre le stesse: «Ci si attesta complessivamente, annualità solare 2012, a poco più di 511 milioni di euro, di cui 189 milioni provenienti dal ministero del Lavoro. Gli altri li mettono le regioni», sottolinea Emmanuele Crispolti, responsabile del monitoraggio Ifp dell'Isfol.


I profili scelti
Le preferenze degli iscritti ai primi tre anni si polarizzano in prima battuta su 5 principali figure professionali. Oltre alla ristorazione e al benessere, seguonol'operatore elettrico (oltre 25mila iscritti), l'operatore meccanico (22.500 circa), l'operatore amministrativo-segretariale (intorno ai 21mila iscritti). Il 46% degli iscritti alla filiera Ifp ha 14 anni e si tratta quindi di giovani che hanno imboccato questa strada come prima scelta. Rimane comunque rilevante la quota che perviene all'Ifp dopo precedenti insuccessi scolastici, «confermando la vocazione antidispersione della filiera», aggiunge Crispolti. Questa vena inclusiva dei percorsi Ifp appare evidente anche dalla partecipazione dell'utenza di nazionalità straniera, pari al 15,5% (2 allievi stranieri su 3 si trovano nelle circoscrizioni Nord).


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