Enti e regioni

Non solo Germania, il piano Enel premiato in Europa

di Cl. T.

Quando si parla di apprendistato e di “best practice”, adesso, non c’è più solo la Germania. Anche l’Italia, per la prima volta, conquista la sua vetrina internazionale, con il “modello Enel”, che ha sperimentato, negli ultimi tre anni, un percorso di “formazione on the job” in apprendistato scuola lavoro, inserendo in azienda, complessivamente, quasi 300 studenti destinati a diventare tecnici della Rete, attraverso una collaborazione con una ventina di istituti superiori (a indirizzo tecnico) sparsi in quasi tutte le regioni.

Il riconoscimento ufficiale è arrivato dall’European alliance for apprenticeships, il network europeo tra tutti gli stakeholders impegnati nel valorizzare la formazione duale, che ha premiato «come migliore esperienza europea di apprendistato di qualità» proprio l’azienda guidata da Francesco Starace, che il 21 giugno, a Roma, su richiesta della commissione Ue, ospiterà un convegno internazionale per scambiare “buone pratiche” sul link scuola-lavoro tra i vari Stati membri (saranno presenti colossi come Eni, Dallara, Allianz, Siemens, Bmw, Nestlé Italia).

«Il nostro modello, apripista nel Belpaese, può diventare la via italiana alla formazione duale - sottolinea Francesca Di Carlo, responsabile delle Risorse umane e dell’Organizzazione in Enel -. Siamo partiti nel 2014. Gli studenti sono stati selezionati alla fine del terzo anno, assunti con contratto di apprendistato part-time e hanno trascorso un giorno alla settimana in azienda durante l’anno scolastico e lavorato full time durante l’estate in affiancamento alle squadre operative. Siamo molto soddisfatti dei risultati raggiunti. A 20 anni questi ragazzi, grazie all’esperienza on the job, mostrano già maturità e autonomia professionale».

Ci sono differenze rispetto al sistema duale tedesco. In Germania l’offerta formativa è tarata sulle professioni applicate, con percorsi che consentono al ragazzo di raggiungere una qualifica professionale. Il modello Enel invece si rivolge a studenti degli istituti tecnici, in particolare del settore elettronico-elettrotecnico.

Il sistema tedesco, poi, è strutturato su un percorso lavorativo (diciamo, quasi, a senso unico). A differenza dell’esperienza Enel, dove la strada di studio e lavoro intrapresa dallo studente è aperta: «Ci sono diversi ragazzi - aggiunge Di Carlo - che si sono iscritti all’università, alla facoltà di ingegneria. Si valorizza il legame azienda-risorsa: dopo l’apprendistato duale, proponiamo l’apprendistato professionalizzante, e poi l’inserimento stabile. Un’altra novità è lo sviluppo di un progetto in chiave ulteriormente digitale. Abbiamo coinvolto il politecnico di Torino dal prossimo anno scolastico. Con quale obiettivo? Maggiore collaborazione con le scuole e spinta nella didattica avanzata in azienda».


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