Formazione in azienda

Rilanciare gli Its e un dialogo fitto con famiglie e ragazzi

di Cl. T.

«Da almeno cinque anni andiamo nelle scuole elementari e medie. Lavoriamo con 200 docenti per spingere, nelle classi, il coding e l’innovazione tecnologica. Con quale obiettivo? Cerchiamo studenti interessati a formarsi nelle materie «Stem». Sono profili che assumeremo subito. Ma purtroppo non li troviamo».

A parlare è Enrico Loccioni, fondatore insieme a sua moglie Graziella dell’impresa Loccioni, una pmi familiare, marchigiana, 450 addetti oltre l’indotto, età media 32 anni, specializzata nel campo della meccatronica (tra i propri clienti annovera aziende del calibro di Bosch, Magneti Marelli, Continental, solo per citarne alcune).

La formazione, soprattutto quella legata a Industria 4.0, è sempre più strategica per le aziende: «Tutto ciò che prima veniva fatto manualmente, adesso è digitalizzato - spiega Loccioni -. Ciò permette di simulare prima soluzioni, e dopo tracciarle costantemente. Per far questo, tuttavia, c’è bisogno di capitale umano specializzato. Due terzi del nostro personale sono ingegneri. La restante quota sono economisti o esperti in materie letterarie o marketing per valorizzare i nostri servizi. Il nostro business è integrare idee, persone e tecnologie nello sviluppo di sistemi automatici di misura e controllo, per migliorare la qualità, l’efficienza e la sostenibilità di prodotti, processi ed edifici».

Il punto è che la filiera professionalizzante, tecnica-scientifica, è troppo spesso snobbata dai nostri ragazzi. «Le faccio un esempio. Su 50mila studenti marchigiani che abbiamo dentro e fuori regione nelle università se ne laureano ogni anno circa 12mila. Ebbene, di questi, appena mille nelle discipline «Stem». Siamo all’asciutto, e per questo è fondamentale cambiare rotta».

Come? «Con l’alternanza scuola-lavoro, intanto, e da fare bene - prosegue Loccioni -. Su questo fronte siamo stati anche premiati dal Miur, come best practice. Vanno poi rilanciati gli istituti tecnici e gli Its. Bisogna parlare a famiglie e ragazzi e far vedere in concreto le opportunità che la manifattura offre loro. E in questo modo orientarli nelle scelte formative».


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