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Il lavoro torna a crescere tra i giovani

di Claudio Tucci

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Il 2017 si caratterizza per un nuovo aumento dell’occupazione nei valori assoluti e nel relativo tasso (+1,2% e +0,7 punti), che per il secondo anno consecutivo coinvolge anche i giovani di 15-34 anni. Prosegue, in maniera più consistente, il calo dei disoccupati e del tasso di disoccupazione che si associa alla diminuzione dell'inattività.

La fotografia dell’Istat
L’occupazione cresce per il quarto anno consecutivo (+1,2%, 265 mila) e il tasso di occupazione sale al 58,0% (+0,7 punti), rimanendo 0,7 punti al di sotto del picco del 2008. L’aumento continua a interessare soltanto i lavoratori alle dipendenze (2,1%, +371 mila) e torna a riguardare quasi esclusivamente quelli a tempo determinato (+298 mila in confronto a +73 mila permanenti). Da sette anni prosegue la diminuzione del numero di lavoratori indipendenti (-105 mila, -1,9%), più intensa rispetto al 2016.

Continua la riduzione del numero dei disoccupati (-105 mila, -3,5%), più intensa rispetto al 2016, dovuta agli ultimi tre trimestri dell’anno. A ciò corrisponde un calo del tasso di disoccupazione di 0,5 punti (dall’11,7% del 2016 all'11,2 del 2017). Il calo della disoccupazione riguarda sia le persone in cerca di lavoro da almeno 12 mesi (-46 mila, -2,7%) sia, a ritmi più intensi, i disoccupati di breve durata; per tale ragione aumenta l'incidenza delle persone in cerca di lavoro da almeno un anno sul totale disoccupati (57,8%, +0,5 punti).

Meno inattivi
Nel 2017 il numero di inattivi diminuisce per il quarto anno consecutivo ma in misura meno marcata dell’anno precedente (-242 mila, -1,8%). L'occupazione aumenta più per le donne, nei livelli (+1,6% rispetto a +0,9% degli uomini) e nel tasso (+0,8 e +0,6 punti, rispettivamente). La riduzione della disoccupazione e del relativo tasso riguarda invece più gli uomini (-4,8% e -0,6 punti) in confronto alle donne (-2,0% e -0,4 punti) mentre il calo dell'inattività è più consistente per la componente femminile.
A livello territoriale la crescita dell'occupazione è simile in tutte le ripartizioni mentre il calo della disoccupazione è più intenso nelle regioni settentrionali (-8,0% contro -3,7% nel Centro e -0,5% nel Mezzogiorno).

Meglio i giovani
Prosegue per il secondo anno l’aumento del numero degli occupati di 15-34 anni (45 mila, +0,9%) a cui si associa la crescita del tasso di occupazione a un ritmo analogo a quello dell'anno precedente (+0,7 punti). Per i 35-49enni alla riduzione del numero di occupati si accompagna l'aumento del tasso di occupazione (+0,6 punti). Persiste la crescita dell’occupazione e del relativo tasso per gli ultracinquantenni. La riduzione della disoccupazione è più forte per i più giovani in confronto ai 35-49enni mentre per gli ultra 50enni aumenta sia il numero di disoccupati sia il tasso di disoccupazione.
Tra gli stranieri si stima una maggiore crescita del tasso di occupazione (+1,1 punti in confronto a +0,7 gli italiani) e un calo più accentuato del tasso di disoccupazione (-1,0 rispetto a -0,4 punti). Il tasso di inattività per gli stranieri scende più tra gli uomini e per gli italiani più tra le donne.
La crescita del tasso di occupazione è maggiore tra i laureati, il calo del tasso di disoccupazione è più intenso tra i diplomati mentre la riduzione del tasso di inattività è leggermente più accentuata tra chi ha conseguito al massimo la licenza media.


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