Formazione in azienda

Bando Fondimpresa per l’innovazione 4.0

di Claudio Tucci

C’è la Bmc, un’impresa di Valenza, Alessandria, che realizza gioielli, e utilizzando un avviso Fondimpresa, ha avviato, con il politecnico di Torino, un progetto di formazione 4.0 per i propri dipendenti. Scendendo un pò più giù lungo la Penisola c’è Itri, Latina, dove è presente una piccola azienda che confeziona olio extravergine, la 2G Olearia: anche qui, con le risorse della formazione continua, è stato avviato un percorso innovativo per il recupero e l’utilizzo dei residui di lavorazione.

Sono ormai sei anni che Fondimpresa, il Fondo per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, dedica finanziamenti ad hoc per spingere, lato risorse umane e competenze, l’innovazione tecnologica dentro le “fabbriche”: complessivamente, sono stati investiti 48 milioni di euro, che hanno coinvolto, finora, 620 aziende, per il 99% pmi, con oltre 8mila lavoratori.

L’ultimo avviso, in ordine di tempo, è stato appena pubblicato: ci sarà tempo fino al 16 giugno per presentare progetti di innovazione. La dote dell’avviso è pari a 10 milioni; il finanziamento (per singolo piano formativo) oscilla da un minimo di 50mila, a un massimo di 250mila euro. I 10 milioni sono stati ripartiti in quattro ambiti geografici: Nord, Centro, Sud e più macroaree (che intercettano aziende multilocalizzate); e il piano formativo può essere realizzato, anche in più regioni o macroaree, a livello aziendale o interaziendale.

Si tratta di scelte «in sintonia con le esigenze dell’economia reale - sottolinea il presidente di Fondimpresa, Bruno Scuotto -. Oggi alla formazione vengono richiesti impegni molto estesi: agevolare l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro, mantenere un’occupazione qualificata per i cosiddetti lavoratori maturi, riconvertire le professionalità di chi esce dal mercato. Perciò è fondamentale che i Fondi interprofessionali, praticamente l’unica fonte di finanziamento, siano confermati nella loro piena autonomia gestionale e svincolati dalla burocratizzazione che ne ostacola l’azione senza guadagnare in termini di trasparenza».

Tornando agli avvisi legati all’innovazione, la formazione erogata deve essere mirata a realizzare o implementare l’innovazione tecnologica, di processo o di prodotto, in ogni tipo di impresa. L’obiettivo è premiare le aziende che investono in miglioramenti strutturali. Il riferimento è a interventi formativi specialistici, studiati in rapporto al percorso di innovazione e al contesto imprenditoriale. Perciò, la collaborazione con università o enti di ricerca - nell’individuazione della tipologia di innovazione migliore per l’azienda o dei relativi fabbisogni formativi - è requisito indispensabile per l’ammissione al finanziamento. Un’altra leva, questa, per stimolare sempre più l’interazione tra aziende e mondo della ricerca.


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