Studenti e ricercatori

Con Erasmus+ transizione scuola-lavoro più veloce e meno dispersione

di Alessia Tripodi

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Con Erasmus+ studenti, apprendisti e giovani volontari hanno abbreviato i tempi di transizione dal sistema di istruzione al mercato del lavoro ( 13% rispetto a chi non ha
partecipato). Ma hanno anche aumentato del 31% la propensione a lavorare o a studiare all'estero e sviluppato competenze in lingue straniere (+7%), il che migliora i tassi di
completamento degli studi (+2%). Lo dicono i dati di un rapporto di medio termine sul programma europeo di mobilità diffusi oggi dalla Commissione Ue.

Occupati in meno di 3 mesi
I dati dicono che il 68,5% dei partecipanti al programma ha impiegato meno di tre mesi per trovare un lavoro. Per insegnanti, formatori, animatori giovanili e personale, la partecipazione a Erasmus+ si traduce nello sviluppo professionale – in particolare in termini di maggiori opportunità di creare reti (+22 punti percentuali) e di un maggiore utilizzo delle risorse digitali (+5 punti). Dalla valutazione, sottolinea il rapporto, emerge «che il programma ha un evidente effetto di "europeizzazione"».

Con Erasmus ci si sente più europei
Emerge, poi, il contributo di Erasmus+ a un'Unione più coesa: i partecipanti, dice il rapporto, sono il 19% più convinti di sentirsi 'europei' rispetto ai non partecipanti. Inoltre, è maggiormente rivolto ai giovani svantaggiati, che sono l'11,5% del numero totale dei partecipanti, rispetto ai programmi precedenti o a regimi nazionali analoghi.

Erasmus vicino agli obiettivi per il 2020
Secondo i numeri, Erasmus + (con il suo budget di 16,45 miliardi di euro per il periodo 2014-2020) è sempre più vicino al suo obiettivo di sostenere 4 milioni di persone entro il 2020. Nel periodo di riferimento del rapporto, compreso tra il 2007 e il 2016, sono stati finanziati programmi di mobilità per oltre 4,3 milioni di giovani e per oltre 880mila professionisti del settore. I progetti di cooperazione, poi, hanno coinvolto 940mila organizzazioni.

Il commissario Navracsics: programma sarà sempre più inclusivo
«Questa valutazione molto incoraggiante conferma chiaramente Erasmus+ come storia di successo» ha detto il commissario per l'istruzione, Tibor Navracsics, sottolineando che l'obiettivo di Bruxelles è «potenziare la mobilità per l'apprendimento, in particolare tra scuole, alunni, studenti, formazione professionale e giovani, fornendo agli europei le competenze necessarie in una società mobile e sempre più digitale». Ma «dobbiamo anche rendere il programma futuro ancora più inclusivo - ha aggiunto - rivolgendoci agli studenti più vulnerabili e alle organizzazioni più piccole».


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