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Imprese e Pa a caccia di professionisti 4.0, ma i laureati sono ancora pochi

di Alessia Tripodi

La domanda di professionisti del settore Ict è in costante aumento - con picchi del 90% all'anno per le figure più innovative - le retribuzioni crescono, ma l'offerta di laureati non è sufficiente. Lo rivela il Rapporto dell'Osservatorio delle Competenze Digitali 2017, promosso da Assinter Italia con le principali associazioni Ict (Aica, Assinform, Assintel), con l'Agenzia per l'Italia Digitale e il ministero dell'Istruzione e presentato ieri a Torino in occasione di un seminario su competenze digitali 4.0 e ruolo delle società in house . Il capoluogo piemontese è la prima tappa del Road Show Competenze Digitali che proseguirà per tutto il 2018, viaggiando attraverso le maggiori realtà Ict italiane.

Divario fra domanda e offerta
Un dato su tutti emerge dal lavoro di ricerca dell'Osservatorio: il divario fra le figure ricercate dalle aziende e la preparazione professionale di quanti sono in cerca di occupazione. Ogni anno in Italia la richiesta di professionisti Ict cresce mediamente del 26% , arrivando al 90% per le nuove professioni legate all'innovazione digitale come i Business Analyst e gli specialisti dei Big Data. La richiesta è maggiore al Nord Ovest, dove si concentra il 48% della domanda. ma mentre il mercato per queste posizioni richiede il 62% di laureati e il 38% di diplomati, il nostro sistema formativo - dicono i dati - offre esattamente il contrario, vale a dire troppi diplomati e pochi laureati.

Pa a caccia di profili digitali
Secondo il report, inoltre, l'85% delle Pubbliche amministrazioni ha bisogno di competenze per la digitalizzazione dei servizi legate ad esempio a Spid, PagoPA, Fascicolo Sanitario Elettronico. Ma fa fatica a trovarle all'esterno - a causa del blocco delle assunzioni - o formando figure già esistenti, per la «difficoltà nel distoglierle da altre attività».

Le professioni del futuro
Secondo l'Osservatorio, le professioni di domani si chiameranno Change Manager, Agile Coach, Technology Innovation Manager, Chief Digital Offer, It Process & Tools Architect. Figure che saranno costituite da un mix articolato di competenze: non solo conoscenze tecnologiche e manageriali, ma anche soft skills, ovvero leadership, intelligenza emotiva, pensiero creativo e gestione del cambiamento.

«Alleanza tra Pa, imprese e università»
«È ' necessario promuovere una collaborazione forte tra pubblica amministrazione, imprese e università», ha sottolineato Claudio Artusi, presidente del Csi Piemonte, il Consorzio che realizza e gestisce i servizi informatici della Pa piemontese e che ha ospitato la prima tappa del roadshow digitale. «Investire sulle competenze digitali - ha aggiunto Artusi - vuol dire rafforzare i processi di inclusione digitale, creando le condizioni e i servizi perchè sia possibile ridurre il digital divide culturale di cittadini, imprese e Pa».


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