Enti e regioni

Educazione adulti, dal Miur 5 azioni per garantire le competenze

di Alessia Tripodi

Una strategia in 5 punti per garantire il livello delle competenze della popolazione adulta, anche attraverso la costruzione di reti territoriali per formazione e aggiornamento. È il piano lanciato ieri dalla ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli, in occasione dell'apertura dei lavori della prima Conferenza nazionale sull'apprendimento permanente, un tavolo al quale partecipano anche i sindacati, i rappresentanti dei Centri provinciali per l'istruzione degli adulti (Cpia) e della rete universitaria per l'apprendimento permanente (Ruiap), insieme con terzo settore e comuni dell'Anci.

Tra gli obiettivi del tavolo c'è anche quello di sostenere percorsi per il conseguimento di qualifiche o diplomi professionali da spendere sul mercato del lavoro o per iscriversi all'università. Un'urgenza confermata anche dai dati Ocse, secondo i quali in Italia più di 13 milioni di adulti hanno competenze di basso livello.

In Italia 13 milioni a rischio
Secondo il rapporto Ocse "Strategia per le competenze", gli adulti che hanno competenze di basso livello nel nostro paese sono, in gran parte, lavoratori più anziani e immigrati e sono concentrati nelle imprese più piccole, in settori meno progrediti e nelle regioni meno sviluppate. Il 39% di chi ha un'età compresa tra 25-65 anni possiede un livello basso di competenze, sia in lettura che in matematica, ma solo il 14% partecipa alla formazione per gli adulti, il terzultimo risultato registrato nell'indagine Ocse.

Piano in 5 punti
Cinque le proposte elaborate dal ministero: sostenere la partecipazione dei Cpia alla costruzione delle reti territoriali per l'apprendimento permanente e favorire l'attivazione di percorsi destinati alla popolazione adulta in età lavorativa per acquisire competenze di base (matematiche, alfabetiche, linguistiche e digitali),
trasversali (capacità di lavorare in gruppo, pensiero creativo, imprenditorialità, pensiero critico, capacità di risolvere i problemi o di imparare ad apprendere e alfabetizzazione finanziaria). Ma anche potenziare i Centri di ricerca, sperimentazione e sviluppo già attivati, favorire la flessibilità dei percorsi con soluzioni per la formazione a distanza e sostenere, come già accennato, l'attivazione entro il 2019 di "Percorsi di Istruzione Integrati" - in intesa con le regioni - per il conseguimento di diplomi professionali anche in apprendistato.

Il Miur: già lanciato bando da 20 milioni di euro
Le prime azioni, dice il Miur, sono già state messe in campo. Nel 2017, nell'ambito del Pon Scuola - il Programma operativo nazionale finanziato con fondi Ue - Fedeli ha lanciato un bando sulla formazione degli adulti da 20 milioni di euro . Cresce, intanto la quota di adulti iscritti ai Cpia, riformati nel 2013: i patti formativi siglati nel 2016-2017 dalle studentesse e dagli studenti iscritti ai percorsi sono stati, in tutto, 229.400, a fronte dei 182.863 dell'anno prima.

Fedeli: Industria 4.0 richiede allineamento del sistema di istruzione
«Il quadro registrato ci dice che non abbiamo tempo da perdere e che dobbiamo mettere in campo azioni strategiche per sopperire» al problema dell'istruzione degli adulti «quanto prima», ha detto la ministra Fedeli, spiegando che «l'industria 4.0 dei prossimi anni e le trasformazioni dell'industria manifatturiera dei servizi alle quali assisteremo richiedono all'intero sistema di formazione e istruzione un allineamento che oggi, e non solo in Italia, stenta ad affermarsi». E dunque quella dell'apprendimento permanente è una «sfida importante per la crescita dell'intero Paese».


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