Servizi per il lavoro

Bonus Sud, in arrivo ulteriori 65 milioni

di Claudio Tucci

Arriva un ri-finanziamento di 65 milioni di euro per il «Bonus Sud», l’esonero contributivo, fino a un massimo di 8.060 euro annui, introdotto a gennaio dall’Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive, per assumere, o stabilizzare, a tempo indeterminato (o in apprendistato), entro il 31 dicembre 2017, under25 o disoccupati da almeno sei mesi.

Le risorse aggiuntive, provenienti sempre da fondi Ue, serviranno a «garantire copertura finanziaria all’incentivo per le ulteriori richieste dei datori di lavoro privati che perverranno all’Inps entro fine anno - ha spiegato il presidente di Anpal, Maurizio Del Conte -. Dieci milioni saranno dirottati sulle regioni in transizione, Abruzzo, Molise, Sardegna; i restanti 55 milioni andranno invece ai territori meno sviluppati, vale a dire Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia».

Il punto è che lo sgravio rivolto alle assunzioni stabili nelle regioni meridionali sta tirando piuttosto bene; e in diverse regioni ha già esaurito il plafond iniziale di risorse messe a disposizione dal governo (500 milioni per i territori “meno sviluppati”, 30 milioni per quelli “in transizione). Al 30 novembre infatti le richieste di incentivo accordate hanno toccato quota 113.495, impegnando, complessivamente, quasi 493 milioni di euro (quindi sta terminando l’intero budget).

Di qui la necessità di un rapido ri-finanziamento per concludere (senza problemi) il 2017. Da gennaio, poi, l’esecutivo ha già annunciato una successiva dote di 500 milioni di fondi Ue per prorogare la misura anche nel 2018 (si affiancherebbe, irrobustendolo, elevandolo cioè al 100%, l’esonero previsto nella manovra all’esame del Parlamento per spingere su l’occupazione giovanile a tempo indeterminato).

Del resto, approfondendo tra le 113.495 persone assunte con il «bonus Sud» emerge come nel 73,2% dei casi si tratti effettivamente di nuovi contratti a tempo indeterminato, nel 5,2% di nuovi contratti di apprendistato e nel 21,6% di trasformazioni di un rapporto a termine. Significativo anche l’impatto sui giovani: i contratti rivolti alla fascia d’età fino a 30 anni sono oltre 40mila (40.170, per la precisione), il 35% del totale.


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