Formazione in azienda

Imprese in campo per l’alternanza

di Francesca Barbieri

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Alternanza scuola-lavoro e apprendistato duale: due binari che corrono paralleli per aumentare le opportunità occupazionali dei giovani.

Sul fronte dell’alternanza le novità arrivano sullo scacchiere europeo, dove si allarga la rete delle imprese che partecipano al piano di attuazione dell’European pact for youth, lanciato nel novembre 2015 dalla Commissaria Marianne Thyssen (responsabile per occupazione, affari sociali, competenze e mobilità dei lavoratori), con l’obiettivo di sviluppare o consolidare partnership di qualità tra aziende e scuole a sostegno dell’occupabilità e dell’inclusione dei giovani.

In questi due anni all’interno della Ue sono state avviate 23mila partnership e create 160mila nuove opportunità di lavoro o di tirocinio per i giovani, con un impatto complessivo di 5,2 milioni di studenti coinvolti.

Il Piano di azione italiano si è focalizzato su tre aree tematiche prioritarie: l’identificazione e la promozione di modelli di alternanza scuola-lavoro di qualità; la creazione di un hub per l’educazione all’imprenditorialità; la valorizzazione dell’apprendistato e della formazione professionale. In Italia si contano 4mila partnership attivate con 5mila manager, 4.700 docenti e oltre 125mila studenti coinvolti, ma soprattutto 15.773 nuove opportunità generate per i giovani: 10.760 tirocini, 3.556 apprendistati di qualità e 1.457 assunzioni.

«Nei prossimi anni la capacità delle imprese di far crescere le competenze delle proprie persone - sottolinea Adriana Spazzoli, presidente di Fondazione Sodalitas che insieme a Impronta Etica coordina il Piano italiano - sarà un fattore sempre più determinante per la loro stessa competitività».

Sul versante dell’apprendistato duale, invece, ci sono novità in arrivo con il disegno di legge di Bilancio per il 2018 (ora all’esame della Camera) che potrebbe portare in dote 125 milioni nel 2018 per la stabilizzazione di questo strumento, che poi scenderebbero a 75 milioni annui in via permanente dal 2019 in poi.

La sperimentazione dell’apprendistato duale ha riguardato oltre 21mila iscritti per 2.655 percorsi avviati nell’ambito della formazione e istruzione professionale (IeFp), che ha portato all’assunzione di circa 11mila giovani apprendisti di primo livello. Il contratto consente di svolgere metà delle ore di formazione direttamente in azienda (e con regolare retribuzione) per diventare ad esempio parrucchieri, estetiste, operatori del legno, elettricisti.

Una formula che piace al mondo delle imprese. In base al monitoraggio realizzato al termine del primo anno di sperimentazione dei percorsi formativi del sistema duale su 148 centri dalla rete Confap e Forma, distribuiti in 14 regioni italiane, risulta che di 3.250 aziende intervistate, il 66% ha collaborato attivamente alla programmazione e realizzazione dei percorsi di apprendistato per il conseguimento della qualifica e del diploma professionale e il certificato di specializzazione tecnica superiore, di alternanza rafforzata e di impresa formativa simulata.

Nel motivare l’adesione al progetto formativo, il 54% delle imprese coinvolte ha risposto che è stata l’opportunità di formare una risorsa giovane, seguita nel 26% dei casi dalla sostenibilità del costo aziendale derivante dagli incentivi di tipo economico.

I centri di formazione professionale hanno monitorato, nel primo anno di sperimentazione, il percorso di circa 4mila allievi. Il livello di soddisfazione registrato dagli attori coinvolti (operatori, imprese, allievi, famiglie) nel percorso è elevato. In una scala da 1 a 4, infatti, si attesta in media sopra il 3. Inoltre, il 98% di loro riconosce nella sperimentazione del sistema duale un’opportunità di crescita per i centri di formazione e per i giovani.

«I numeri - conclude Enrico Peretti, direttore generale dei Salesiani italiani per la formazione professionale e il lavoro (Cnos - Fap) - danno ragione dell’importanza di investire, in modo strutturato e non più sperimentale, sul collegamento diretto fra il mondo della formazione e la spendibilità professionale in azienda dei nostri studenti».


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