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L’energia cerca ingegneri e periti, meglio se donne

di Katy Mandurino

Matematico del gas, ingegnere elettrico o meccanico, geologo, perito chimico. Il settore dell’oil&gas e dell’energia è tra quelli che subirà nel prossimo futuro uno sviluppo decisivo ed è tra quelli che, già oggi, ricerca una gamma maggiormente vasta di profili professionali. Soprattutto se si tratta di profili tecnologicamente preparati, in grado di affrontare nuovi modelli di business, nuovi processi produttivi, nuove organizzazioni del lavoro.

È una consapevolezza che va creata nei giovani, considerando non solo la distanza che ancora permane tra scuola e mondo del lavoro, ma anche la necessità di orientarsi sempre più all’innovazione tecnologica. È per questo motivo che l’edizione 2017 di Job&Orienta, il salone nazionale dell’orientamento, scuola, formazione e lavoro, si è particolarmente soffermato sul tema dell’”innovazione per costruire il proprio futuro”, ovvero della necessità di allineare la formazione ai profondi cambiamenti che l’èra del 4.0 sta imponendo alle imprese, e ha ospitato per il terzo anno consecutivo l’evento mainstream “Oil for brain”, organizzato dall’Eni e dedicato proprio ai temi dell’energia e dell’innovazione (con le testimonianze di Roberta Bianchi, Information Technology di Eni, e Cecilia Spanu, manager, imprenditrice e consulente, e l’apporto del robot Ibm Pepper). Eni, da anni impegnata in un percorso di sensibilizzazione dei giovani verso i percorsi accademici e le professioni di tipo tecnico, sia attraverso la piattaforma online sia attraverso eventi finalizzati, ha proposto nella tre giorni veronese workshop interattivi, sperimentazioni, convegni, incontri con coach e selezionatori, nell’ambito del settore scientifico e energetico. Con un occhio particolare alle tematiche femminili. Oggi in Italia solo una percentuale minima delle studentesse indirizza il proprio percorso formativo verso le discipline Stem, nonostante numerose analisi di mercato facciano emergere che le figure femminili impegnate in questi ruoli lavorano con risultati positivi negli uffici tecnici di progettazione e programmazione della produzione, nella ricerca e sviluppo, nel controllo qualità, in produzione come capi turno, in laboratorio e in ruoli inerenti la sicurezza sul lavoro. Le qualità che vengono maggiormente riconosciute alle donne sul lavoro sono: determinazione, affidabilità, scrupolosità e l’essere multitasking.

La sensibilità verso il mondo femminile in Eni è evidente anche nelle numerose iniziative nell’ambito dei programmi di alternanza scuola-lavoro e di apprendistato. L’alternanza scuola-lavoro prevede il coinvolgimento di oltre 6mila studenti nel triennio 2016-18 con programmi strutturati in modo modulare e con contenuti non solo di natura tecnica legata ai processi industriali, ma anche economico-umanistica (amministrazione, comunicazione, risorse umane).

L’apprendistato di primo livello prevede l’attivazione di circa 180 contratti a favore di studenti degli ultimi anni delle scuole superiori e degli Istituti di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP). I piani formativi si basano su metodologie di training on the job, aula tradizionale e e-learning.


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