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Ricercatori di laboratorio per innovare i prodotti

Sapete cosa fa un analista e ricercatore chimico? Una mestiere stimolante per uno studente: opera sull’innovazione di prodotti nei laboratori. Ci sono poi gli esperti in salute, sicurezza e ambiente, i tecnici di laboratorio, i conduttori d’impianti. Per tutti, è richiesta una solida preparazione tecnico-scientifica, la conoscenza delle lingue e del digitale. Oltre a essere “smart” e appassionati della “scienza”.

Insomma, la chimica «ha sempre più bisogno di giovani», evidenzia Aram Manoukian, Componente del Consiglio di Presidenza di Federchimica con delega all’Education. Non a caso il 40% dei profili più richiesti è rivolto ad under29. «In generale, il nostro settore ha una quota di laureati doppia rispetto alla media dell’industria – aggiunge Manoukian –. Il laureato chimico, nelle statistiche ufficiali, non solo trova lavoro velocemente ma, tra tutti i laureati, è tra quelli più soddisfatti: in particolare la stragrande maggioranza dichiara di fare il lavoro per cui ha studiato e di conseguenza i laureati chimici vedono nel loro lavoro riconosciuto il valore del titolo di studio».

Purtroppo, però, in Italia la propensione verso gli studi scientifici non è così diffusa rispetto ad altri Paesi in cui è più radicata, ed ecco perché può essere vantaggioso prendere in considerazione “chimica” come percorso di studi, non solo come laurea di cinque anni, ma anche triennale: «Chi ha fretta di cominciare il percorso lavorativo – conclude, infatti, Manoukian – può in tre anni avere in mano un titolo sufficiente per trovare un lavoro qualificato».


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