Formazione in azienda

Ingegneri e tecnici per i distretti del Made in Italy

di Francesca Barbieri

Il sapere del fare. È la dote principale richiesta agli oltre 1.400 “professionisti” ricercati dalle aziende che operano all’interno dei distretti del Made in Italy.

Ingegneri, periti, artigiani, addetti al controllo qualità: sono queste le figure al centro degli annunci raccolti dal Sole 24 Ore interpellando le agenzie per il lavoro Articolo1, Orienta, Randstad e Umana.

Possibilità di assunzione dalla pelletteria alla chimica-farmaceutica, passando per meccanica, metallurgia e alimentare.

«Sono segnali positivi quelli che arrivano dalle aree industriali del Paese - commenta Maria Raffaella Caprioglio, presidente di Umana: e il mercato del lavoro ha da tempo anticipato questa tendenza. Le richieste dei nostri clienti nelle realtà distrettuali sono in gran parte orientate alla ricerca di professionalità sempre più specializzate, con un patrimonio di competenze in prevalenza tecniche, informatiche e con un solido bagaglio di soft skills. Su questi punti infatti incentriamo i programmi formativi precedenti l’assunzione. I distretti rappresentano un importante bacino di placement, in piena evoluzione verso una manifattura sempre più innovativa e tecnologica, che richiede flessibilità e risorse preparate ad affrontare questa trasformazione».

Tra i distretti messi sotto la lente, a fare da traino sono meccanica e metallurgia principalmente nelle regioni del Nord (Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia), ma anche nella zona di Bari in Puglia.Tra le 541 posizioni aperte non mancano saldatori e montatori, tecnici commerciali e impiegati logistici, programmatori e ingegneri meccanici, gestionali e informatici, con retribuzioni annue che possono superare i 40mila euro lordi annui per i ruoli di maggior responsabilità.

Quasi 200 proposte di lavoro arrivano poi dai distretti della conceria di Vicenza e di quello di pelli e cuoio della Toscana. I profili più gettonati sono cucitori, modellisti, addetti al magazzino pelli, ma anche tessitori, tintori e periti chimici per le analisi di laboratorio, con retribuzioni, a seconda dei profili da 19mila a 40mila euro lordi annui.

Buone opportunità anche nel distretto calzaturiero del Brenta: porte aperte ad addetti al taglio, al montaggio calzatura, orlatrici (per tutti è richiesta esperienza e buona manunalità) e a modelle di prova calzata, con stipendi annui lordi sui 20-25mila euro. Sempre in Veneto ci sono chance nell’alimentare per addetti al controllo qualità e al confezionamento, internet sales manager e buyer.

«Nell’alimentare - dichiara Gianni Scaperrotta, direttore generale di Articolo1 - abbiamo registrato il più alto incremento di richieste, il 10% in più rispetto al 2016 e segnali positivi arrivano anche dal farmaceutico in crescita del 5 per cento». Per la chimica-farmaceutica (distretti del Lazio e della Lombardia) nel centinaio di opportunità segnalate spiccano i tecnici di laboratori e per il quality control, ma anche i periti chimici, gli innovation project manager, con stipendi da 20 a 35mila euro lordi l’anno.

I contratti di lavoro proposti sono in generale a tempo determinato, ma con buone possibilità di stabilizzazione.

«L’Istat ha censito 141 distretti industriali che rappresentano circa un quarto dell’intero sistema produttivo italiano - conclude Giuseppe Biazzo, amministratore delegato di Orienta -. Un ambito, quindi, di valore strategico per il Made in Italy, dove trova impiego il 25 per cento degli occupati».


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