Enti e regioni

Via al polo tra scuola e impresa

di Claudio Tucci

Da un lato ci sono un’ottantina di imprese laziali, di cui tante pmi, capitanate da Unindustria; dall’altro, due istituti superiori romani, il «Galileo Galilei» e il «Carlo Urbani», che hanno deciso di innovare la propria offerta didattica a vantaggio degli studenti (al momento, circa 2mila ragazzi), con percorsi “personalizzati” e in linea con le esigenze del territorio. Tutto intorno, Camera di commercio di Roma, regione Lazio, Ufficio scolastico regionale, addirittura un Its (una “super scuola” di tecnologia, post diploma) il «Maker di Bologna», agenzie per il lavoro, centri di ricerca e formazione, università «La Sapienza».

La novità
Risultato? «Galileo», il nuovo polo tecnico-professionale, il primo che nasce nel Lazio; e che debutta con un programma già ambizioso: creare un sistema di istruzione e formazione ad alta specializzazione pratica e tecnologica, integrato con le filiere produttive, per garantire ai giovani diplomati un inserimento più rapido nel mondo del lavoro, accanto a una rinnovata diffusione della cultura tecnica e scientifica (troppo spesso etichettata, ingenerosamente, “di serie B”).

L’iniziativa è stata lanciata ieri, a Roma, nel corso di un roadshow di Unindustria, dal titolo «Imprese e studenti insieme per il futuro». «Per noi l’investimento in capitale umano è determinante - ha sottolineato il presidente di Unindustria, Filippo Tortoriello -. L’incontro tra sapere e saper fare è oggi indispensabile; e siamo fortemente impegnati a valorizzare, nel territorio, l’istruzione tecnica e la didattica laboratoriale, consapevoli della necessità di creare un link stabile e duraturo tra scuola e lavoro».

La nuova formazione tecnico-professionale
Il nuovo polo avrà a riferimento «gli obiettivi di Industria 4.0 e il programma di renindustrializzazione della regione Lazio - ha aggiunto Elisabetta Giustini, preside del Galileo Galilei -. Siamo aperti a tutti, anche ai licei. Puntiamo qualificare i nostri ragazzi in base alle competenze richieste dalle aziende, in particolare sul fronte dell’informatica e della meccanica». A «Galileo» infatti sono riconducibili quattro filiere produttive: Ict, Meccanica-Aerospaziale; Energia; Logistica-Packaging-Mezzi di trasporto.
I percorsi di studio per gli alunni verranno co-progettati: sarà dato ampio spazio alle attività laboratoriali e di orientamento, allo sviluppo dell’imprenditorialità, a moduli innovativi di alternanza scuola-lavoro, divenuta obbligatoria nel 2015 con la riforma Renzi-Giannini (almeno 400 ore negli ultimi tre anni degli istituti tecnici e professionali; 200 ore nei licei).

La sfida è legare formazione e imprese. E nel Lazio ci sono già diverse best practice illustrate nel corso delle tavole rotonde a cui hanno preso parte Giuseppe Biazzo (consigliere di presidenza di Unindustria con delega allo Sviluppo del capitale umano), Gerardo Iamunno, a capo della piccola industria di Unindustria, Gildo De Angelis, dg dell’Usr Lazio.

Accanto a Enel ed Eni, già in pista con progetti di formazione “on the job” a livello nazionale, hanno aperto le porte a studenti, tra gli altri, Buzzi Unicem, Abb, Edil Gero, Lombardini, Sicamb, Umana. Certo, servono incentivi e semplificazioni amministrative per aiutare le aziende, specie le più piccole, a far decollare l’alternanza. Ma gli imprenditori ci credono e sono al fianco di docenti e presidi: ne è testimonianza il “bollino blu” per l’alternanza di qualità, voluto da Confindustria, un riconoscimento tangibile per i datori, ma anche una “bussola” per le scuole a individuare i partner strategici con cui poter co-progettare un valido percorso formativo per i ragazzi.


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