Formazione in azienda

Il distretto toscano cerca 2mila tecnici nella pelletteria 4.0

di Silvia Pieraccini

Il distretto fiorentino della pelletteria prosegue la corsa produttiva, alimentato dalle commesse dei brand del lusso, e torna a lanciare l’allarme-manodopera: «Mancano figure operative come tagliatori, scarnitori, addetti al cucito e all’assemblaggio di borse e portafogli – spiega David Rulli, presidente della sezione Pelletteria di Confindustria Firenze – dobbiamo far capire ai giovani che questo settore può rappresentare il loro futuro». In una fase in cui l’occupazione giovanile scarseggia, l’industria della pelletteria prenota posti di lavoro: «Nei prossimi due anni nell’area fiorentina serviranno 1.500-2mila addetti - aggiunge Rulli – ma i giovani che escono dalle scuole non sono sufficienti a far fronte alle richieste. Bisogna che gli istituti superiori diano vita a nuovi corsi per formare pellettieri». L’esigenza delle Pmi terziste è forte anche perché i grandi marchi scelgono, sempre più spesso, di formarsi personale “in casa”, attraverso corsi progettati direttamente (emblematici i casi di Gucci, Prada, Lvmh).

Il distretto fiorentino, 3mila aziende con oltre 20mila addetti, chiuderà l’anno con una crescita di produzione ed export vicina al 10% (stime Confindustria Firenze). Nel 2016 l’export di pelletteria e cuoio della provincia di Firenze è stato di 2,2 miliardi. La crescita, mai interrotta neppure negli anni della crisi, ora sta accelerando grazie ai brand che storicamente producono qui e a nuovi marchi che stanno arrivando da Usa e Europa. «Anche gli investimenti in macchinari sono in deciso aumento – spiega Andrea Colzi della rete d’imprese “Pelle+”, che riunisce nove aziende del settore – per effetto del traino degli incentivi di Industria 4.0. Nelle pelletterie le macchine “parlano” sempre più tra loro e con gli operatori, anche se fasi come la prototipia, la modelleria e l’assemblaggio restano assolutamente manuali e artigianali, e sono quelle che ormai qualificano quest’area come assoluta eccellenza produttiva».

È per presentare queste competenze che torna, dal 9 all’11 novembre alla Fortezza da Basso di Firenze, la manifestazione Pellepiù, organizzata dall’omonima rete d’imprese nata all’interno di Confindustria Firenze: presenti 80 aziende tra concerie, produttori e distributori di macchinari, produttori di accessori (fibbie, cerniere, bottoni, fili), ricamifici che animeranno una vetrina-laboratorio della filiera. Pellepiù è rivolto agli operatori, in primo luogo ai terzisti, ma anche alle scuole. «Vogliamo far vedere cosa vuol dire oggi fare il pellettiere – spiegano Rulli e Colzi – e far toccare con mano la creatività e la manualità che servono per realizzare una borsa o un portafoglio».


© RIPRODUZIONE RISERVATA