Enti e regioni

Bonus del 50% sui giovani neoassunti

di Claudio Tucci

ROMA

Da gennaio 2018 scatterà una nuova forma di decontribuzione per spingere l’occupazione stabile giovanile, accorciando la transizione scuola-lavoro: per i datori privati viene introdotto uno sgravio del 50% per i primi tre anni di contratto a tutele crescenti, con un tetto annuo di 3mila euro. Il primo anno (vale a dire, per tutto il 2018) l’incentivo riguarderà l’assunzione a tempo indeterminato di ragazzi under35 (che non hanno mai avuto prima rapporti d’impiego stabili). Successivamente, da gennaio 2019, lo sgravio sarà limitato agli inserimenti “fissi” dei giovani fino a 29 anni.

La misura, inserita nella legge di Bilancio, approvata ieri dal governo, «ha un carattere strutturale - sottolinea Marco Leonardi, a capo del team economico di palazzo Chigi -. Vale a dire si applicherà a tutte le nuove assunzioni stabili dei giovani da qui in avanti. A differenza - aggiunge - della precedente decontribuzione generalizzata che ha avuto invece l’effetto di dare uno shock all’occupazione a tempo indeterminato».

Il nuovo sgravio triennale al 50% (sul piatto ci sono circa 350 milioni di euro il prossimo anno, si sale a 2 miliardi a regime) sarà concesso anche in caso di conversione a tempo indeterminato di un rapporto a termine; e nell’ipotesi di stabilizzazione di apprendistati “professionalizzanti”. È confermata, poi, la disposizione “anti-licenziamenti”. L’impresa - cioè - non sarà ammessa o perderà l’esonero se licenzia o lo ha fatto nei sei mesi precedenti nella stessa unità produttiva (quindi, anche personale con mansioni differenti).

L’incentivo salirà al 100% in tre casi. Il primo, già disciplinato nella manovra: per l’azienda che assume studenti/apprendisti entro sei mesi dall’acquisizione del titolo. Qui il bonus intero, per tre anni (ma sempre con il tetto annuo a 3mila euro) arriverà con la sottoscrizione di un contratto a tutele crescenti di ragazzi che hanno svolto alternanza (almeno il 30% del totale delle ore previste); o periodi di apprendistato di primo o di terzo livello (si disegna una prima filiera formativa “duale” sulla falsariga del modello tedesco). Lo sgravio contributivo, sarà, inoltre, al 100%, spiega Leonardi, anche in altre due ipotesi «per aiutare alcuni segmenti del mercato del lavoro in difficoltà più acuta, giovani e disoccupati meridionali e i «Neet», under29 che non studiano e non lavorano, intercettati da Garanzia giovani». I due interventi saranno gestiti da Anpal, l’Agenzia nazionale per le politiche attive, guidata da Maurizio Del Conte, e vedranno l’utilizzo di fondi Ue. Il potenziamento dell’esonero (100%, fino a 8.060 euro) per giovani e disoccupati del Mezzogiorno varrà solo per un anno (il 2018) grazie alla proroga del bonus Sud (per gli altri due anni - in attesa di ulteriori proroghe annuali - lo sgravio resterà al 50%). Anche per gli under29 «Neet» di Garanzia giovani il primo anno di contratto a tempo indeterminato porterebbe in dote all’impresa il 100% di esonero contributivo (al 50% “nazionale” si sommerebbe la proroga del bonus Occupazione di Youth Guarantee). I successivi due anni resterebbero esonerati al 50 per cento. Per la proroga del bonus Sud servirebbero circa 500 milioni; per l’incentivo di Garanzia giovani si ragiona su una cifra intorno ai 50 milioni, provenienti sempre dai fondi europei.

Prime aperture dal sindacato: «Gli incentivi all’occupazione sono utili se mantengono la caratteristica della continuità - evidenzia Guglielmo Loy (Uil) -. Vanno, però, definiti bene i paletti per evitare “furbizie” che rischierebbero di depotenziare uno strumento utile per giovani e disoccupati».


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