Enti e regioni

Alternanza, 26 milioni per i tutor

di Claudio Tucci

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Un «voucher» di importo medio di 600 euro a impresa per coprire, in parte, le spese dei tutor aziendali; e alleggerire, così, un po’ anche i costi legati alla gestione amministrativa in capo ai datori dell’alternanza scuola-lavoro.

A settembre la formazione “on the job” obbligatoria andrà a regime, coinvolgendo pure gli studenti di quinta superiore (interesserà in totale più di 1,4 milioni di ragazzi); ma finora di alunni in azienda se ne sono visti piuttosto pochi (nel 2015/2016 le imprese ospitanti sono state appena l’8,8%, e si stima che quest’anno saliranno al 9,7% - nella manifattura si arriva al 10,6% - fonte Confindustria).

A pesare sul (mancato, finora) decollo dell’alternanza è stata la solita burocrazia ministeriale affiancata dall’assenza di interventi, e servizi, a sostegno delle aziende, specie le Pmi.

Ma il legame scuola-lavoro è strategico, e ora nella “partita” entra anche Unioncamere con misure dirette proprio a supportare gli imprenditori. L’obiettivo è favorire l’incontro tra istituti e aziende: sul piatto vengono messi 26 milioni di euro per il prossimo triennio, provenienti dal diritto annuale, che serviranno a finanziare «voucher», in media di 600 euro, per aiutare micro, piccole e medie imprese ad ospitare studenti “on the job”, puntando su percorsi formativi di qualità e semplificando una serie di adempimenti burocratici, dal supporto al tutor aziendale alla corretta attuazione delle normative su salute e sicurezza, fino ad arrivare alla valutazione delle competenze acquisite. «La recente riforma ha assegnato alle Camere di commercio un ruolo importante anche nei campi di orientamento, placement, alternanza - ha sottolineato il numero uno di Unioncamere, Ivan Lo Bello -. Sulla formazione on the job il sistema camerale crede molto perché favorisce un dialogo proficuo tra scuola e sistema produttivo».

All’iniziativa targata Unioncamere hanno già aderito infatti 77 Camere in tutt’Italia, che in questi giorni si stanno attivando per istituire altrettanti servizi di orientamento al lavoro e alle professioni (l’obiettivo è partire per settembre - l’idea è sviluppare network territoriali per sostenere processi efficaci di transizione scuola-università-lavoro).

«A Milano, con la Camera di commercio locale, stiamo definendo una proposta che prevede un voucher per l’erogazione di un pacchetto di servizi a disposizione delle aziende - ha evidenziato Chiara Manfredda, a capo dell’Area Formazione e Capitale umano di Assolombarda -. L’importo del buono si aggirerà intorno ai mille euro, e servirà non solo per il tutor aziendale, ma anche per consolidare la collaborazione con il sistema educativo». A buon punto pure la Camera di commercio di Firenze (qui il voucher sarà di 600 euro); e si sta partendo in Veneto, Emilia Romagna, Lazio, Campania, Puglia. «Vogliamo vera alternanza - ha sintetizzato il sottosegretario, Gabriele Toccafondi -. E per far ciò è necessaria la collaborazione con le imprese».


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