Enti e regioni

Nel Lazio un bando trentenni

di Claudio Tucci

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Cinque milioni di euro per aiutare giovani tra i 30 e i 39 anni a trovare lavoro. La regione Lazio ha deciso di proseguire la strada del “contratto di ricollocazione” (dopo l’esordio, il primo in Italia, nel 2015, con i disoccupati di lunga durata - almeno 12 mesi senza un impiego); e ora ha pubblicato il nuovo bando «Generazioni» rivolto ai residenti trentenni: chi aderirà alla misura di politica attiva verrà preso in carico dagli enti accreditati nel sistema regionale, che avranno il compito di indirizzarli in un percorso personalizzato per l'inserimento occupazionale, sia autonomo sia subordinato.

Il bando
Il bando è a sportello, e la regione Lazio punta a farlo diventare strutturale. Le domande di partecipazione potranno essere inviate dagli interessati in via telematica a partire dal 4 settembre. «La misura prevede anche l’attivazione di corsi di aggiornamento professionale e la possibilità di effettuare tirocini extracurriculari - ha spiegato l’assessore al Lavoro, Lucia Valente -. Vogliamo rendere questo avviso stabile almeno per il prossimo biennio, e siamo pronti a ri-finanziarlo nell’ipotesi di esaurimento delle risorse». L’obiettivo è sostenere le persone in difficoltà, con un sistema innovativo di servizi per l’impiego incentrato sulla cooperazione tra centri pubblici e agenzie private «che nel Lazio - ha aggiunto l’assessore regionale - sta funzionando piuttosto bene».

Il bilancio della ricollocazione
Ma come sono andati i precedenti contratti di ricollocazione? «L’esperienza è stata positiva - ha risposto Lucia Valente, che è anche professore di diritto del Lavoro alla Sapienza di Roma -. La prima sperimentazione era dedicata a 2mila disoccupati da oltre 12 mesi over30; di questi 1.392 persone hanno sottoscritto il percorso di accompagnamento al lavoro, e a 9 mesi dall’avvio della politica attiva, il 40,8% ha visto l’attivazione di un rapporto di impiego o ha aperto un’attività in proprio. Considerata la categoria di lavoratori tendenzialmente difficile da ricollocare lo ritengo un risultato significativo. Anche perché l’11,6% dei contratti firmati è stato a tempo indeterminato e il 21,3% a termine più di sei mesi. In tutto sono stati spesi circa tre milioni di euro».

Dopo questa esperienza, ad agosto 2016, è partito un secondo contratto di ricollocazione, ancora in corso, dedicato a 2mila mamme con figli piccoli (fino a sei anni). È stato finanziato con 6 milioni di euro (le risorse includono pure il bonus conciliazione vita-lavoro), e sono arrivate 2.365 domande. La terza esperienza “di ricollocazione” della regione Lazio si inserisce nel programma Ue, Garanzia Giovani, rivolto agli under29 Neet. «Qui sono stati stanziati 137,1 milioni di euro - ha detto ancora Valente -. Abbiamo preso in carico quasi 90mila ragazzi; di questi 16.021 hanno sottoscritto un contratto, a tempo indeterminato (37% dei casi), in apprendistato (47%), a termine (restante 16%)».


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