Formazione in azienda

Prove di industria 4.0 per gli Its

di Claudio Tucci

Uno “specchio interattivo” a comando vocale per leggere mail, controllare orari di treni e aerei o le condizioni del traffico. Un’apparecchiatura robotizzata di supporto al chirurgo nell’applicazione delle protesi. E ancora: piastrelle dotate di sensoristica intelligente per la sicurezza dell’edificio, un prototipo di volante per automobili della formula Sae, fino ad arrivare al “casco intelligente” con visore a realtà aumentata e a una vera e propria “App” per il monitoraggio fitosanitario dei vigneti.

Corsi hi-tech
Innovazione e nuove tecnologie, le due parole d’ordine della rivoluzione in atto spinta da Industria 4.0, hanno iniziato “a contaminare” anche la scuola. Parliamo della “punta più avanzata” dell’istruzione italiana, vale a dire gli Its, i super istituti tecnici post diploma, alternativi all’università, partecipati dalle imprese, che da Milano a Brindisi stanno “cavalcando” la sfida, sfornando corsi di formazione tarati sulle esigenze della manifattura digitale e, più in generale, dei vari settori economico-produttivi del Made in Italy.
Dopo un prima sperimentazione realizzata dal Miur, su input del sottosegretario, Gabriele Toccafondi - che ha evidenziato il successo di puntare su una didattica d’eccellenza (il tasso d’occupazione a 12 mesi dal diploma Its sfiora infatti l’80%, con punte del 90% proprio nelle realtà più avanzate), questo giornale ha fatto un viaggio in giro per l’Italia, e ha scoperto che gli «Its a misura di Industria 4.0» sono una realtà in molti territori.

In Lombardia 4 "super scuole"
A cominciare dalla Lombardia: qui grazie all’input di Assolombarda, sono ben quattro le “super scuole” di tecnologia che offrono percorsi formativi particolarmente focalizzati su Industria 4.0: l’Its Lombardia Meccatronica, l’Its Nuove tecnologie della vita, l’Its Rizzoli e l’Its Technologies Talent Factory (Assolombarda sta poi lavorando per realizzare un network stabile con queste 4 Fondazioni essenzialmente per co-progettare corsi “ad alto valore aggiunto” per i ragazzi mettendo a fattor comune i rispettivi ambiti di specializzazione, meccatronica, informativa, sistemistica, biotecnologie; e per promuovere anche iniziative di orientamento presso le scuole superiori).

L’idea è far decollare, davvero, il link scuola-impresa (a vantaggio degli studenti, ma anche degli stessi datori di lavoro), che passa in primis per “una buona alternanza”. E qui a scendere in campo è direttamente Confindustria che ha deciso di lanciare il «Bollino dell’Alternanza di Qualità»: un riconoscimento visibile per distinguere e premiare le aziende che si impegnano ad accogliere studenti in un percorso di formazione “on the job”. Il «Bollino», che partirà a settembre, con l’inizio del nuovo anno scolastico, sarà presentato lunedì 26 giugno a Milano, presso la sede del Gruppo 24ORE, dai vice presidenti Giovanni Brugnoli (Capitale umano) e Maurizio Stirpe (Lavoro e Relazioni industriali).

Le best practice nelle altre regioni
Del resto, un legame solido con il mondo produttivo è strategico. Lo si vede negli Its. Oltre alla Lombardia, sugli scudi è anche il Veneto, che con l’Its Red di Padova ha messo in piedi un laboratorio permanente “Uni Zeb” per testare sul campo tecniche e tecnologie per una edilizia sostenibile.

Ma tra le best practice (soprattutto in tema di formazione 4.0)
spiccano, poi, l’Its per il Turismo di Venezia e l’Its dell’Umbria Made in Italy, sempre ai primi posti nei monitoraggi Miur. In Toscana, poi, c’è l’Its M.I.T.A, in Emilia Romagna l’Its Maker, con sede Fornovo di Taro, Parma, nel Lazio l’Its Servizi alle imprese di Viterbo, solo per citarne alcuni, fino ad arrivare in Puglia, dove all’Its, settore aerospazio di Brindisi, sono ormai esperti in progetti di “pilotaggio remoto”. «Gli Its funzionano, ma bisogna farli rapidamente crescere - ha commentato il vice presidente di Confindustria, Brugnoli -. Bisogna puntare su risorse certe e crescenti e su una robusta semplificazione di governance e adempimenti burocratici. C’è da potenziare, al più presto, l’orientamento verso famiglie e studenti. Siamo in ritardo, e visti gli input dettati da Industria 4.0, non possiamo permetterci di perdere altro tempo».


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