Enti e regioni

Studenti in stage dai commercialisti

di Mauro Pizzin

Con 53 istituti aderenti fra Napoli e provincia si può definire un successo il progetto di alternanza scuola-lavoro avviato tra l’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Napoli (Odcec) e l’Ufficio scolastico regionale per la Campania grazie a un protocollo d’intesa triennale firmato il 23 maggio 2016. L’iniziativa costituisce un progetto pilota a livello nazionale per i commercialisti e rientra fra le iniziative avviate anche da altre categorie per favorire la formazione di competenze professionali aggiornate.

Si ricorda che l’alternanza scuola-lavoro, obbligatoria per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole superiori, licei compresi, è una delle innovazioni più significative della legge 107/2015. In questo contesto l’Odcec si è impegnato ad accogliere gratuitamente nelle sue strutture allievi degli istituti scolastici interessati, consentendone la partecipazione a eventi formativi, convegni o giornate di studio, a prestare interventi formativi e di orientamento e, fatto ancora più significativo, a favorire attività di stage/tirocinio presso i propri iscritti per gli studenti indicati dalle strutture scolastiche.

Con questa iniziativa - spiega il presidente dell’Ordine di Napoli, Vincenzo Moretta, firmatario dell’accordo - sono stati realizzati anzitutto numerosi incontri direttamente nelle scuole, che ci hanno portato a dialogare con quasi 2.500 ragazzi. In questi incontri abbiamo parlato della professione del commercialista e degli sviluppi futuri che essa potrà avere e che cosa eventualmente potrà offrire a loro. Poi li abbiamo ospitati nella sede dell’Ordine con una serie di interventi programmati che abbracciavano un po’ tutto l’arco dell’economia».

I professionisti campani hanno anche organizzato delle visite in alcune delle aziende più importanti del territorio, per consentire ai ragazzi di seguire tutti i cicli di produzione. Molti di loro, infine, sono stati coinvolti direttamente in stage presso gli studi. «In questo modo – sottolinea Moretta – si è data loro la possibilità di toccare con mano come ci si muove nello studio e quali siano le attività coinvolte, passando dalle parole ai fatti: un messaggio che credo costituisca un grande passo in avanti sul fronte del collegamento tra mondo della scuola e quello del lavoro».


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