Formazione in azienda

Fondimpresa spinge le Pmi a crescere con l’innovazione

di Nicoletta Picchio

«Le imprese che crescono di più hanno tre elementi in comune: sono piccole, innovative e hanno formato il proprio personale». È partendo da questa analisi che Bruno Scuotto, neo presidente di Fondimpresa, sottolinea l’importanza dell’attività del fondo, in particolare per le pmi. Il fondo, sottolinea Scuotto, ha agito precorrendo i tempi: sull’innovazione e nuovi processi organizzativi da anni vengono stanziate risorse, per agevolare la digitalizzazione delle piccole e medie imprese. Gli ultimi due avvisi pubblicati mettono a disposizione 20 milioni di euro, grazie ai quali le pmi possono usufruire di contributi aggiuntivi da 1.500 euro fino a 10mila. Un bando verticale che si aggiunge a quelli generalisti. I temi di Industria 4.0 sono stati al centro dell’attività: le imprese hanno avuto a disposizione 120 milioni di euro per corsi su digitalizzazione, innovazione organizzativa e commercio elettronico.

Anche sul versante dell’occupazione il fondo si è attivato: esiste un bando per formare lavoratori assunti da non più di sei mesi o dei disoccupati di prossima assunzione, che funziona con lo stesso meccanismo delle risorse integrative. Lo stanziamento è stato portato da 15 a 18 milioni di euro, ma nonostante ciò le pmi del Nord e del Sud hanno esaurito già due volte i finanziamenti. Solo con questa formula del contributo aggiuntivo tra il 2008 e il 2016, 170 milioni di euro sono stati dedicati alle pmi.

Ma a distanza di oltre dieci anni dalla nascita di Fondimpresa (il fondo interprofessionale per la formazione continua di Confindustria, Cgil, Cisl e Uil) ci sono purtroppo imprese, dice Scuotto, che ancora non conoscono l’attività dei fondi e che trascurano la formazione. Tra gli obiettivi della sua presidenza c’è questo impegno: «Serve più comunicazione nei confronti delle imprese», spiega il neo presidente. «Il fondo va reso aperto, bisogna andare dagli imprenditori e raccontarlo. Alla comunicazione deve corrispondere anche un’azione di ascolto degli attori del sistema formativo».

A guardare i dati l’impatto di Fondimpresa è evidente: in dieci anni ha finanziato corsi di formazione per 2,55 miliardi di euro, di cui oltre 1 miliardo è stato dedicato alla competitività e all’innovazione. Nel 2015 si è arrivati alla quota record di piani di formazione per 350 milioni di euro. In tutto sono stati realizzati oltre 100mila piani formativi, con 2,7 milioni di lavoratori formati, anche più volte, in decine di migliaia di imprese. Le adesioni, a fine marzo 2017, sono arrivate a oltre 175mila aziende (oltre il 60% sono le piccole fino a 9 dipendenti).

«La sfida è anticipare i grandi cambiamenti che avvengono nel mondo della produzione e adeguare costantemente la nostra offerta», dice Scuotto. «È cambiato il modo di produrre, di pensare l’impresa con Industria 4.0. E quindi cambia l’organizzazione e modo di lavorare. Nelle piccole realtà questo cambiamento diventa molto complesso e aumenta l’esigenza di formare le persone», continua il presidente di Fondimpresa.

Sull’attività dei fondi aggiuntivi, Scuotto ha avviato un dialogo con le istituzioni: «In un’economia normale la parte aggiuntiva sarebbe delegata alle istituzioni. Da noi ciò ancora non avviene, ci stiamo lavorando, specie con le Regioni, per individuare nuovi strumenti», spiega il presidente. Un’azione, quindi, ad ampio raggio: «Ecco perchè è negativo appesantirci di vincoli burocratici. Abbiamo già regole e trasparenza, chiediamo di non essere ingessati, noi e di conseguenza le imprese».


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