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Giovani, a marzo il tasso di disoccupazione scende al 34,1 per cento

di Claudio Tucci

La ripresa che stenta a decollare e la fine degli sgravi generalizzati targati del Jobs stanno frenando le assunzioni: a marzo gli occupati scendono di 7mila unità (-70mila autonomi, a fronte di +63mila dipendenti, anche a termine), e nei dodici mesi lo "zoccolo duro" di posti aggiuntivi realizzato con le riforme Renzi-Poletti sostanzialmente regge, attestandosi a +213mila unità (ma ci sono -97mila autonomi, e +143mila rapporti permanenti).

Giovani in lieve ripresa
Va un po' meglio per i giovani: a marzo il tasso di disoccupazione degli under25 scende al 34,1 per cento. Un valore elevatissimo, peggio di noi solo Grecia e Spagna, ma comunque piu' basso da febbraio 2012. Il tasso di occupazione giovanile risale al 17,2 per cento, il valore più elevato da novembre 2012, e ci sono 24mila posti in piu' nell'ultimo mese.

Da segnalare come per la prima volta dall'inizio delle serie storiche mensili (2004) i disoccupati over-50 superano i giovani tra i 15 e i 24 anni. A marzo infatti i senza lavoro con più di 50 anni erano 567.000 a fronte di 524.000 di coloro che hanno meno di 25 anni. Rispetto a febbraio i disoccupati «anziani» sono aumentati di 59.000 unità, mentre i giovani in cerca di lavoro sono aumentati di 3.000 unità.

Da febbraio 2014, anno di insediamento del governo Renzi, ci sono 734mila occupati in più, di cui 553mila stabili (questo significa che gli esoneri contributivi un risultato lo hanno comunque dato). Certo, adesso, si torna a privilegiare il contratto a termine (anche in vista dell'imminente avvio della stagione estiva). Il numero di inattivi torna a ridursi sia sul mese che sull'anno (c'è un po' più di partecipazione nella ricerca di un impiego). E le persone in cerca di occupazione a marzo sono stimate in crescita, sul mese, di 41mila unità; e aumentano soprattutto gli uomini e gli ultracinquantenni a testimonianza di un mercato del lavoro ancora in difficoltà per una fetta della popolazione.

Male gli autonomi
La situazione resta complicata pure per under50 e autonomi: i primi alle prese con complicati processi di ristrutturazione e ri-conversione aziendale causate dalla crisi; che sta si' migliorando ma le imprese, in questa fase, più che assumere quaranta-cinquantenni, fanno tornare a lavorare a tempo pieno personale prima impiegato a orario ridotto (cig o part-time, essenzialmente involontario). Per i professionisti, invece, non c'e' stata quella ripartenza, che ci si aspettava con la ripulitura di alcune forme spurie di contratti di colloborazione. utt'altro per ingegneri, architetti, avvocati e in genere partite Iva la situazione è andata via via peggiorando. E ora si attende l'approvazione del Ddl Del Conte che, finalmente, dopo quasi due anni di gestazione, estende più diritti e tutele a questo segmento del mercato del lavoro che conta circa 2 milioni di persone. Il Ddl e' all'esame del Senato, è stato approvato dalla commissione Lavoro presieduta da Maurizio Sacconi, e attende ora di essere calendarizzato per l'aula per il via libera finale.


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