Formazione in azienda

Bosch forma in Italia i talenti digital

di Luca Orlando

Milano

L’inglese, naturalmente, spesso accoppiato ad un’altra lingua straniera. E poi esperienze di studio all’estero, la conoscenza dei linguaggi di programmazione, l’esperienza sul campo (in qualche caso anche facendo l’operaio), la laurea ottenuta con voti brillanti. Sono i quindici profili selezionati da Bosch Italia per avviare un talent program dedicato a Industria 4.0, avviando un percorso di alto apprendistato che possa integrare formazione in aula a esperienza diretta sul campo, all’interno delle aziende. Il progetto italiano, che anche per la multinazionale tedesca rappresenta un’esperienza pilota, prende il via dopo una fase di selezione che ha esaminato oltre mille candidature da tutta Italia. Una ricerca orientata a profili in possesso di una laurea magistrale conseguita brillantemente in Ingegneria Meccanica, Elettronica, dell‘Automazione, Informatica, Meccatronica, Elettrica o in Matematica e Fisica. Trecentocinquanta colloqui individuali, 16 assessment e due sfide tecnologiche realizzate a Milano e Bari hanno prodotto la selezione finale, ponendo le basi per l’avvio del corso, avvenuto ieri. I giovani prescelti, in arrivo dai Politecnici di Milano, Bari, Torino, e poi da Pavia, La Sapienza, Brescia, Padova, Firenze, verranno inseriti in azienda all’interno del network del gruppo con un contratto di apprendistato di alta formazione di due anni, durante i quali frequenteranno un master esclusivo in Industry 4.0, frutto della collaborazione tra il Cefriel - Politecnico di Milano e Tec, la Scuola di Formazione del Gruppo Bosch in Italia.

Il 60% del tempo verrà impiegato in esperienze dirette in azienda, con almeno un semestre svolto in Germania a Blaichach, uno dei plant d'eccellenza per l'Industry 4.0 di Bosch.

Lo stipendio di ingresso è nell’ordine dei 30mila euro l’anno, più alto rispetto alla media del mercato ma ben al di sotto del livello tedesco per posizioni equivalenti. «In Italia si parte da cifre più basse - spiega Roberto Zecchino, vicepresidente alle risorse umane per Bosch Sud Europa - ma va detto che il percorso di crescita successivo è diverso, con il gap che in un numero ragionevole di anni viene azzerato».

Il percorso, realizzato anche grazie ai fondi erogati da Regione Lombardia, punta a creare un nocciolo duro di competenze lungo le traiettorie di sviluppo tecnologico più promettenti: da internet della cose alla manutenzione predittiva, dall’utilizzo dei big data all’integrazione dei processi sfruttando la digitalizzazione. Aree in cui il successo nell’utilizzo delle tecnologie dipende non solo dalla volontà di investire ma anche dalla capacità di mettere in campo un know-how adeguato, forse la sfida principale che in questo momento devono affrontare le nostre aziende.

Al termine del master i giovani saranno inseriti nelle diverse realtà italiane del gruppo Bosch (in Italia presente cono seimila addetti, in grado di sviluppare oltre due miliardi di euro di ricavi) ed entreranno a far parte del team di riferimento per Industry 4.0.


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