Formazione in azienda

Sulla via Emilia la superscuola per le auto di lusso

di Ilaria Vesentini

È un’alleanza che non ha precedenti quella che lunedì scorso ha dato vita alla “Motorvehicle University of Emilia-Romagna” (Muner). Da un lato il gotha dell’automotive che ha casa lungo la via Emilia e fama ai due estremi del globo: Ferrari, Lamborghini, Ducati, Maserati, Dallara, Toro Rosso, Haas e Magneti Marelli. Dall’altro lato i quattro atenei della regione, tra i più antichi d’Europa, con diversi corsi di specializzazione all’attivo in meccanica, motori e automotive: Bologna, Modena e Reggio Emilia, Parma e Ferrara. A unire i due fronti la Regione Emilia-Romagna, storico riferimento globale per il suo sistema formativo e scolastico e oggi laboratorio di un nuovo modello competitivo basato su un ecosistema manifatturiero coeso incentrato sul lavoro. È da questi ingredienti che nasce l’inedito hub per la formazione d’eccellenza per il top di gamma della motoristica, un’università diffusa tra le quattro sedi universitarie e i laboratori, le gallerie del vento e i centri ricerca degli otto marchi motoristici, destinato a diventare un talent scout globale, per l’indiscutibile capacità di richiamare studenti e professori internazionali. «E a cascata, quindi, di attrarre investimenti industriali», ricorda il governatore Stefano Bonaccini.

Muner aprirà le porte solo a 150 studenti tra i due corsi di di laurea magistrale. I bandi internazionali per la selezione dei giovani ingegneri con laurea triennale e dei professori e professionisti che saliranno in cattedra apriranno a breve, mentre il prossimo settembre partiranno i due corsi , rigorosamente solo in inglese: “Advanced automotive engineering” (cinque indirizzi per 25 iscritti ognuno, tra powertrain, motorcycle engineering, sportscar manufacturing, high performance car design e racing car design) e “Advanced automotive electronic engineering”, il percorso elettronico dedicato all’auto del futuro 4.0, aperto a 30 studenti.

«È un progetto unico al mondo, perché al valore tecnico, scientifico e tecnologico della collaborazione tra pubblico e privato si uniscono stile e passione italiani che fanno di questa lingua di terra tra Parma a Faenza la fucina dell’auto “sopra”», sono le dichiarazioni che rimbalzano dall’assessore regionale a Formazione e lavoro Patrizio Bianchi,ai rettori fino ai manager e imprenditori degli otto marchi, tutti presenti ieri nella sala del palazzo regionale. «La formazione è strategica per attrarre capitali. I nostri laureati in Ingegneria sono meglio di quelli in Germania e lo dico con cognizione di causa essendo parte di un gruppo tedesco - afferma l’ad di Ducati, Claudio Domenicali - è l’incapacità di fare sistema che ci penalizza nei confronti dei competitor tedeschi. Oggi abbiamo scritto un nuovo capitolo della storia della motor valley».


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