Enti e regioni

Riforma istruzione professionale, dalle Regioni ok al decreto, ma va armonizzato con Iefp


Una delegazione della Conferenza delle Regioni ha partecipato all’audizione sulla riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione in commissione Cultura, scienze e istruzione della Camera. La delegazione era composta dagli assessori all’Istruzione Cristina Grieco (Toscana), Flavia Franconi (Vice Presidente della regione Basilicata), Valentina Aprea (Lombardia), Giovanna Pentenero (Piemonte), Bruno Marziano (Sicilia), Elena Donazzan (Veneto).


«Il decreto che vede più coinvolte le Regioni – ha spiegato Cristina Grieco, coordinatrice della commissione Istruzione, lavoro, innovazione e ricerca della Conferenza delle Regioni - è quello relativo all’istruzione professionale, vista la competenza esclusiva rimasta in capo alle Regioni sull’istruzione e formazione professionale dopo il referendum costituzionale».
«Abbiamo affrontato il provvedimento con spirito costruttivo, nel rispetto dei ruoli e delle competenze - ha continuato Grieco - per offrire ai ragazzi le migliori opportunità possibili. Ciò significa anche garantire il corretto coordinamento fra il sistema dell’istruzione professionale e quello dell’istruzione e formazione professionale. Integrazione che va quindi rafforzata per avere sempre più efficaci possibilità di scambio e connessione».

«Per quanto riguarda invece l’impianto legislativo – ha afferma Grieco - esprimiamo apprezzamento sugli aspetti didattici e organizzativi. Sono positivi anche quelli collegati all’attività del mondo del lavoro. Pertanto siamo favorevoli alle previste possibilità di usufruire di esperti del mondo del lavoro e alle attività di scuola-lavoro, a partire dalla seconda classe».


Per la coordinatrice «anche il superamento dell’iper- disciplinarietà è da accogliere con favore. Infatti la previsione di troppe discipline era causa di una eccessiva frammentazione, ciò comportava anche un aumento dell’abbandono scolastico. E’ inoltre positivo il superamento tra la sussidiarietà integrativa e quella complementare. Ora serve un sistema omogeneo. In particolare – ha ribadito Grieco - si chiede l’affiancamento ai percorsi dell’istruzione professionale di quelli dell’istruzione e formazione professionale.
Si deve tenere conto della necessità dell’allargamento alle esigenze territoriali per il rilascio delle qualifiche di formazione professionale. Serve quindi coerenza dei percorsi, e per far questo è indispensabile la partecipazione anche del ministero del Lavoro, al fine di garantire tutte e due le gambe per far camminare l’intero processo riformatore. Dobbiamo trasformare l’istruzione professionale in un motore propulsivo per il made in Italy e la nostra economia», ha concluso Grieco.


© RIPRODUZIONE RISERVATA