Enti e regioni

Garanzia giovani cerca il cambio di passo: nel 2017 pronti 695 milioni

di Claudio Tucci

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Quasi un milione di under29, 997mila per la precisione, che si sono iscritti al programma “Garanzia giovani” (altri 120mila circa sono stati cancellati per mancanza di requisiti); di questi, oltre 431mila hanno ricevuto formazione o un aiuto a trovare un impiego; e in 57mila (quasi 53mila a fine settembre) hanno firmato un contratto di lavoro, incentivato da un robusto sgravio contributivo.

Certo, le criticità non mancano, a partire da procedure di registrazione dei “Neet” ancora troppo complesse, fino ad arrivare alla scarsa efficacia di alcune misure di accompagnamento a un nuovo posto (di fatto hanno funzionato solo in Lombardia).

Ma l’Europa apprezza «Youth Guarantee» e il ministero del Lavoro è pronto a ri-finanziarla per il 2017, sempre con risorse Ue: «Si parte con 695 milioni di euro - ha detto Salvatore Pirrone, da quattro anni a capo della direzione Politiche attive del dicastero guidato da Giuliano Poletti, e da gennaio nuovo dg dell’Anpal -. Il bottino potrebbe salire fino a 884 milioni se la Commissione Ue, nelle prossime settimane, sbloccherà nuove risorse. A breve incontreremo regioni e parti sociali per concordare la finalizzazione sui territori di questi fondi, che dovranno servire per far decollare la “Fase 2” del programma anti-disoccupazione giovanile».

Non tutte le misure messe in campo finora, infatti, hanno funzionato come ci si attendeva. Anzi: gli interventi finalizzati a incrementare l’utilizzo dei contratti di apprendistato di primo e terzo livello, quelli maggiormente a contenuto formativo, per esempio, ha spiegato Pirrone, non sono decollati (appena 149 rapporti instaurati in tutt’Italia), e molte attività formative, soprattutto quelle mirate all’inserimento occupazionale, non hanno dato i risultati sperati e sarà necessario riflettere su alcuni ritocchi.

C’è stato un boom di tirocini extracurriculari retribuiti a 500 euro al mese, spesso usati con finalità discutibili: «Qui, in particolare - ha annunciato Pirrone - studieremo correttivi, e nei nuovi avvisi punteremo ad abbassare il rimborso a 200/300 euro al mese, verificando l’utilità di limitare questi stage a particolari categorie di ragazzi, e migliorando la capacità di verificare e sanzionare gli abusi».

Ha invece funzionato piuttosto bene il servizio civile; e anche il bonus occupazionale, grazie alla semplificazione delle regole decise nei mesi scorsi. Anche per questo, dei nuovi fondi 2017 almeno 200 milioni andranno proprio a ri-finanziare questi sgravi per le imprese. L’idea è quella di continuare con una gestione accentrata presso l’Inps, evitando di segmentare il finanziamento su base regionale, proprio per semplificare ulteriormente lo strumento.

Garanzia giovani è partita a maggio 2014: nel tempo sono migliorati i tempi di presa in carico dei ragazzi “Neet”, ora siamo a 2/3 mesi dalla registrazione, nonostante centri per l’impiego con performance molto disomogenee da Milano a Palermo.

La speranza del governo è che il cambio di passo arrivi con l’Anpal, la nuova Agenzia nazionale per le politiche attive, prevista dal Jobs act, guidata da Maurizio Del Conte, e il debutto, da gennaio, dei nuovi servizi per il lavoro, che potranno contare anche sulle best practice delle agenzie private.

L’attenzione è mirata sui ragazzi, in particolare quelli “più difficili”: a breve, per loro, partirà un nuovo progetto sperimentale «Meet the Neet», finanziato dall’Ue, che consentirà di andare “porta a porta” soprattutto nelle periferie delle grandi città di Lazio, Puglia e Veneto. Partirà anche una App in due lingue, italiano e inglese. «Puntiamo a intercettare 15mila giovani - ha sottolineato Pirrone - per farli uscire dallo scoraggiamento, provando a riattivarli, e a dar loro una chance di inserimento lavorativo».


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