Servizi per il lavoro

A due anni e mezzo dall’avvio di Garanzia giovani oltre 200mila tirocini e 66mila contratti

di Francesca Barbieri

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All’orizzonte il nuovo bonus «Neet» e un possibile rifinanziamento del programma da parte dell’Unione europea, con sconti contributivi robusti alle imprese che assumeranno nel 2017 i giovani iscritti e un aumento del budget - attualmente 1,5 miliardi da spendere entro fine 2018 - se verrà accolta la proposta della Commissione di rafforzare di 2 miliardi il “tesoretto” complessivo da dividere tra tutti i paesi Ue coinvolti in Garanzia Giovani.

Ma come è andata finora la Youth Guarantee italiana, a due anni e mezzo dal debutto ufficiale del 1° maggio 2014?

I numeri del ministero del Lavoro parlano di 806mila presi in carico su un milione di registrazioni (per l’esattezza 1.035.827, al netto delle cancellazioni): otto su dieci, cioè, dopo essersi registrati sul portale del programma si presentano al centro per l’impiego per siglare il cosiddetto patto di servizio, attraverso il quale si punta a offrire ai giovani un’offerta «qualitativamente valida di lavoro, proseguimento degli studi, apprendistato o tirocinio», così come previsto dalla strategia di Bruxelles.

In Italia poco più della metà dei presi in carico, 421mila ragazzi, ha ricevuto la proposta di almeno una misura - nel ventaglio rientrano accoglienza, orientamento, formazione, accompagnamento al lavoro, apprendistato, tirocinio, servizio civile, sostegno all’autoimprenditorialità, mobilità professionale, bonus occupazionale e formazione a distanza) -, mentre tutti gli altri sono in attesa di essere contattati.

Restringendo l’obiettivo sul tipo di “interventi”, dalle risposte fornite al Sole 24 Ore direttamente dalle Regioni, emerge che a farla da padrone sono i tirocini: finora ne sono stati attivati più di 200mila, coinvolgendo circa il 46% dei ragazzi a cui è stata proposta almeno una misura, con Sicilia (42mila), Lazio (32mila), Lombardia (31mila) e Campania (26mila) in testa al numero di stage firmati.

E i contratti di lavoro veri e propri quanto “pesano”? Una misura certificata dall’Inps riguarda il bonus assunzione e il “super bonus” per la trasformazione dei tirocini, due incentivi che da gennaio 2017 lasceranno il passo al nuovo bonus giovani (si veda la pagina a lato).

La prima agevolazione è una somma riconosciuta ai datori di lavoro (tra 1.500 e 6mila euro) che assumono ragazzi iscritti al programma a tempo determinato, in apprendistato o a tempo indeterminato. Al 9 novembre risultavano autorizzate dall’Inps 56.205 domande di cui circa la metà per contratti a tempo indeterminato e nel 37% dei casi per apprendistato professionalizzante di oltre 12 mesi. A questo bonus le Regioni hanno destinato complessivamente 186,6 milioni con la Lombardia in vetta per numero di adesioni (15.918 domande confermate), seguita dalla Sicilia con 6.417 richieste.

Sempre al 9 novembre risultavano poi 9.560 le imprese beneficiare del “super bonus” introdotto dal 1° maggio 2016 per le assunzioni a tempo indeterminato, anche a scopo di somministrazione, o con apprendistato di oltre 12 mesi, di giovani che abbiano svolto, o stiano svolgendo, un tirocinio nell’ambito della Youth Guarantee, avviato entro il 31 gennaio 2016. Il bonus prevede un incentivo proporzionato alla difficoltà del giovane di essere ricollocato (da 3mila a 12mila euro), con una dote complessiva di 90 milioni. A guidare la classifica regionale la coppia di testa si inverte: prima la Sicilia (2.272 domande confermate), seconda la Lombardia (1.282 richieste).

Sommando quindi bonus e super bonus si registra un totale di quasi 66mila contratti.

Dalle risposte raccolte dalle Regione emerge poi che tra i giovani iscritti a Garanzia Giovani, circa 92mila risultano assunti a determinato, 45mila a tempo indeterminato e 49mila in apprendistato. Numeri che comprendono anche una quota di ragazzi che dopo aver aderito al programma hanno trovato un posto di lavoro prima di aver ricevuto una misura.


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