Formazione in azienda

Il contratto per la qualifica prorogabile di un anno

di Gianni Bocchieri

Il decreto correttivo interviene sul decreto legislativo di riordino delle tipologie contrattuali (Dlgs 81/2015), recependo le tre proposte di modifica alla disciplina dell’apprendistato alle quali le Regioni avevano condizionato il raggiungimento dell’intesa.

Proroga di un anno

La prima modifica accettata riguarda la possibilità di estendere anche ai contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale sottoscritti in base al vecchio Testo unico, la novità dell’originario decreto delegato di prorogare di un anno il contratto, nel caso di mancato conseguimento del titolo. In questo modo, anche i contratti di apprendistato stipulati prima del Jobs act possono essere prorogati di un anno, oltre la durata massima di tre anni per la qualifica, quattro anni per il diploma e un per il certificato di specializzazione tecnica superiore, al fine di consentire all’apprendista duale di conseguire il titolo previsto al termine del percorso formativo.

Le altre due modifiche accettate riguardano il contratto di apprendistato di alta formazione e ricerca, per semplificare l’adeguamento delle regolamentazioni regionali alla nuova disciplina del Jobs act. Infatti, in primo luogo il correttivo consente ora alle Regioni di adeguare la propria regolamentazione, dopo aver sentito le associazioni datoriali maggiormente rappresentative e gli istituti di formazione e ricerca, superando la necessità di raggiungere un accordo con le stesse controparti.

In secondo luogo, fino al recepimento regionale della nuova disciplina, si prevede che possano continuare ad applicarsi le convenzioni attivate tra i datori di lavoro e le istituzioni educative, in base al vecchio Testo unico, fermo restando gli standard formativi definiti a livello nazionale.

Con lo stesso correttivo, sono state apportate modifiche anche alla norma relativa alla sperimentazione del sistema duale nei percorsi di Istruzione e formazione professionale regionali (Iefp), prevista dal decreto delegato di riordino di servizi all’impiego e delle politiche attive. Si tratta di quella sperimentazione che prevede l’attivazione di contratti di apprendistato per la qualifica, il diploma professionale e la specializzazione tecnica superiore, o di percorsi di alternanza scuola-lavoro rafforzata, di almeno 400 ore annue, anche tramite l’impresa formativa simulata.

Per questa sperimentazione, il ministero del Lavoro ha stanziato 87 milioni di euro annui, per gli anni formativi 2015/2016 e 2016/2017, di cui 60 milioni provenienti dal Fondo per il finanziamento della formazione in apprendistato e 27 milioni aggiuntivi previsti dal Dlgs di riordino dei servizi per il lavoro e le politiche attive.

Progetto in due fasi

Il progetto prevede sostanzialmente due linee di intervento. Con la prima linea si forniscono i servizi di Italia Lavoro, per la costituzione od il rafforzamento di uffici placement di 300 centri di formazione professionale (Cfp), accreditati dalle Regioni e selezionati dalla stessa Italia Lavoro, per il riconoscimento di un contributo fino a 35 mila euro, con l’obiettivo di garantire l’erogazione diretta di servizi di orientamento di primo livello, di orientamento specialistico e di accompagnamento al lavoro.

Con la seconda linea di azione vengono finanziati i percorsi duali dell’istruzione e formazione professionale di competenza regionale (Iefp), con la possibile scelta delle tre diverse forme concordate con il ministero del Lavoro nei protocolli bilaterali con ogni Regione: apprendistato, alternanza scuola – lavoro, impresa formativa simulata.

A queste due linee di intervento se ne è aggiunta una terza, gestita sempre da Italia Lavoro, destinata al finanziamento del tutoraggio aziendale con un contributo che arriva fino a 1.500 euro come rimborso di sei mesi di tutoraggio.

In considerazione del fatto che molte Regioni non hanno ancora concluso l’attuazione della seconda linea d’intervento e che non hanno così potuto attivare la sperimentazione già nel 2015, il correttivo consente di poter utilizzare per l’anno formativo 2016/2017, le risorse non impiegate dell’anno formativo 2015/2016.


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