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Mobilità, con Erasmus + stanziati 500 milioni per i comuni delle "Aree interne"

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Promuovere l'inclusione e la partecipazione attiva dei giovani che risiedono nelle aree interne del nostro paese. Con questo obiettivo negli ultimi due anni e mezzo sono stati stanziati quasi 500mila euro per 26 progetti attraverso il programma "Erasmus+:Gioventù". Progetti avviati in tutta Italia, che hanno coinvolto circa 600 under 30 in iniziative di scambio e mobilità a livello europeo. A presentare i risultati dell'attività 2014-2016 è stato il direttore generale dell'Agenzia nazionale per i Giovani, Giacomo D'Arrigo, durante un incontro ieri alla Camera.

Le attività
«I progetti- ha spiegato D'Arrigo- si realizzano nei comuni delle aree interne, per valorizzarle, e prevedono anche iniziative di mobilità. Prevediamo che possano aumentare nel 2017». E «grazie a questo programma europeo- ha aggiunto- tutti i comuni italiani possono beneficiare di risorse con l'obiettivo di stimolare la partecipazione giovanile, di implementare le politiche giovanili territoriali, di promuovere attivita' di scambio e di autoimprenditorialità».
«Il lavoro sulle aree interne- ha aggiunto il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba - deve rafforzarsi, anche perchè sono tante e rappresentano il 30,6% del territorio italiano. Speriamo inoltre che la legge sui piccoli comuni venga approvata dal Senato».
«L'auspicio- ha concluso Enrico Borghi, consigliere della Presidenza del Consiglio per l'attuazione della Strategia nazionale per le Aree interne (Snai)- è che nella prossima legge di stabilità si possano eventualmente individuare nuove risorse contro lo spopolamento di queste aree, uno dei punti su cui la Snai rivolge maggiore attenzione assieme all'inclusione sociale».


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