Servizi per il lavoro

Per i Neet il «Selfiemployment»da oggi è più semplice

di Francesco Nariello

Prove di rilancio per Selfiemployment, il fondo rotativo mirato a finanziare iniziative di autoimpiego ed autoimprenditorialità da parte dei giovani che non studiano e non lavorano, i cosiddetti Neet.

A partire da oggi, infatti, scatta la semplificazione delle regole per accedere alle agevolazioni pre-viste dal bando a sportello lanciato lo scorso 1° marzo dal ministero del Lavoro - e affidato a Invitalia -, ma rimasto quasi totalmente inutilizzato. Per ottenere le agevolazioni - microcredito e piccoli prestiti a interessi zero - era finora necessario, infatti, aver completato positivamente specifici percorsi di accompagnamento finalizzati all’autoimprenditorialità (misura 7.1 del Pon “Iniziativa Occupazione Giovani”): i quali, però, non sono stati mai attivati dalla gran parte delle Regioni coinvolte, rendendo impossibile la candidatura delle iniziative imprenditoriali. Ora il governo corre ai ripari, cancellando il requisito obbligatorio della partecipazione ai programmi formativi (la cui frequentazione garantisce comunque 9 punti di premialità) e provando - in questo modo - a far decollare la misura.

A disposizione, a oggi, c’è una dotazione di oltre 103 milioni di euro (a valere sul Pon Iog e Pon Spao) - concentrati per quasi i due terzi in Campania (32,2 milioni), Sicilia (19,2) e Calabria (15,6) - per il sostegno di piccoli progetti imprenditoriali da parte di under 30 iscritti al programma Garanzia Giovani. Lo strumento, nel dettaglio, prevede il finanziamento al 100% dei piani di investimento ritenuti ammissibili, con un minimo di 5.000 euro e fino a un massimo di 50.000 euro (articolati in tre fasce: microcredito, microcredito esteso e piccoli prestiti) concessi a tasso d’interesse zero, senza garanzie personali e con un piano di ammortamento della durata di 7 anni, le cui rate mensili posticipate partono dopo sei mesi dalla concessione del prestito. Chi ottiene gli aiuti previsti da Selfiemployment deve impegnarsi a realizzare gli investimenti entro 18 mesi dal via libera all’ammissione al finanziamento. Per candidarsi ci si deve registrare sul sito Invitalia e inoltrare la domanda accompagnata dal business plan. All’Agenzia del ministero dell’Economia spetta il compito di valutare fattibilità e coerenza dei progetti imprenditoriali, concedere gli incentivi e verificare l’attuazione delle iniziative.

Le domande possono riguardare il sostegno a imprese e società (anche tra professionisti) non ancora costituite (a condizione che partano entro 60 giorni dal provvedimento di ammissione a finanziamento) o nate da non più di 12 mesi (rispetto alla data di richiesta) purché inattive. Le attività fi-nanziabili spaziano su quasi tutti i settori della produzione beni, fornitura servizi e commercio, anche in franchising: dall'Ict al turismo, dai servizi culturali e ricreativi alle imprese manifatturiere/artigiane, fino a risparmio energetico e rinnovabili.


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