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La formazione dei commercialisti passa per le «Saf»

di Benedetta Pacelli

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La formazione dei commercialisti, d’ora in poi, passa (anche) attraverso le «Saf». Si tratta per ora di tredici Scuole di alta formazione sparse su tutto il territorio nazionale che, in una collaborazione tra ordine e università, dal prossimo ottobre si occuperanno dell’aggiornamento dei professionisti del fisco. Ma non solo, perché obiettivo delle Saf è quello di puntare dritto verso le specializzazioni: le attestazioni rilasciate, infatti, saranno valide ai fini del riconoscimento del titolo di specializzazione per il commercialista, attualmente insistente e su cui sta lavorando l’ordine guidato da Gerardo Longobardi.

Undici le macro-aree territoriali nell’ambio delle quali sono nate le 13 scuole in tutta Italia, dove gli iscritti alla sezione A e B dell’albo (non è escluso che per il futuro le scuole possano aprire ai tirocinanti) potranno seguire corsi di formazione afferenti a una delle 10 aree di specializzazione d’interesse della professione: dalla revisione legale all’amministrazione e controllo delle imprese, dalle procedure concorsuali e risanamento d'impresa alle funzioni giudiziari e metodi adr, e poi ancora l'economia degli enti locali e no profit, finanza aziendale, contenzioso tributario, consulenza e pianificazione fiscale e infine i principi contabili e di valutazione economica, economia e fiscalità del lavoro.
E con una grande novità: dare alla certificazione Saf la validità di titolo di specializzazione. Il Consiglio nazionale infatti ha avviato un percorso (che sarà proseguito con la nuova consiliatura) per il riconoscimento legislativo, dei titoli di specializzazione, attraverso la modifica del provvedimento che ha istituito l’albo unico di categoria (dlgs 139/05). Attualmente infatti non è possibile per questo professionista vedersi riconosciuto il titolo di specialista, come avviene invece ora per gli avvocati. Il progetto Saf del Cndcec, comunque è legato a doppio nodo anche al tema della formazione professionale continua della categoria, tanto da rendere le Saf un canale parallelo rispetto ai tradizionali corsi erogati ai fini dell’adempimento dell'obbligo formativo previsto dalla legge (Dpr 137/12). Obiettivo del Consiglio nazionale, infatti, è quello di fare in modo che i 200 crediti formativi rilasciati dalle scuole, possano avere la stessa validità di due trienni di formazione continua obbligatoria (ogni triennio vale 90 cfp complessivi). Secondo il regolamento di nascita delle Saf per i primi due anni di start up le Scuole saranno finanziate dal Consiglio nazionale, con un contributo di quasi 2 milioni di euro, ma le attività formative saranno, finanziate anche attraverso la riscossione di un contributo minimo di iscrizione ai corsi. I commercialisti iscritti all'albo, ha spiegato Massimo Miani, consigliere nazionale delegato all'università, tirocinio e rapporti con gli ordini territoriali, «potranno accedere ai corsi di alta formazione a costi contenuti rispetto a quelli di mercato. Le nostre scuole assicureranno un livello qualitativo dell'offerta formativa tale da garantire ai partecipanti non solo il mantenimento delle proprie competenze e capacità professionali, ma anche il loro accrescimento nelle aree in cui decideranno di investire».


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