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Formazione on the job, il Veneto gioca la carta della semplificazione

di Francesca Malandrucco

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Regole più snelle per accedere ai contratti di apprendistato in Veneto, sia per i ragazzi delle scuole professionali, sia per i giovani diplomati o laureati. La Regione, insieme all’Ufficio scolastico regionale e ai sindacati, ha appena firmato due nuovi protocolli d’intesa che intendono mettere in contatto direttamente le istituzioni scolastiche o le università con il mondo delle imprese e le confederazioni sindacali. L’obiettivo è quello di superare gli ostacoli burocratici che hanno contribuito a far scendere drasticamente il numero dei contratti di apprendistato nella Regione.

Le cifre
Secondo gli ultimi dati Isfol, nel 2013 in Veneto si è registrata una diminuzione del 6 % del numero di apprendisti rispetto all’anno precedente, per un totale di 56.035 contratti firmati, confermando il trend negativo che si è andato consolidando negli ultimi anni in tutta Italia. Se infatti, secondo l’osservatorio Veneto Lavoro, un contratto di apprendistato su tre si trasforma in assunzione a tempo indeterminato, l’ente strumentale della regione, registra anche una diminuzione del 47,6% delle assunzioni di apprendisti dal 2008 al 2014.

Prima intesa
Con la firma del primo protocollo, che interessa i percorsi di apprendistato di primo livello, ovvero quelli rivolti ai ragazzi tra i 15 e i 25 anni che frequentano le scuole professionali, il Veneto ha definito la “cornice quadro” del sistema duale, regolando i percorsi che interessano sia i centri di formazione professionale, sia le scuole secondarie, sia le imprese partner. Inoltre per la prima volta l’apprendistato verrà introdotto anche nei percorsi d’istruzione quinquennale, così come previsto dal Jobs Act. I ragazzi, grazie ad un piano formativo individuale, potranno dividere la loro formazione tra scuola e azienda, sul modello duale tedesco. Il piano formativo avrà l’obiettivo sia di ripartire i compiti tra scuola e azienda, sia di definire le competenze, le abilità e le certificazioni professionalizzanti per gli studenti.

Secondo accordo
Il secondo protocollo, invece, riguarda i contratti di apprendistato di alta formazione, rivolti ai giovani tra i 18 e i 29 anni diplomati, iscritti all’università, ma anche i già laureati che devono seguire un percorso di praticantato per accedere alle professioni. In questo caso spetterà agli atenei veneti e agli istituti tecnici superiori il compito di avviare i nuovi percorsi di apprendistato di alta formazione, sentiti i sindacati e le categorie economiche.
«Puntiamo su questi due protocolli – spiega l’assessore all’istruzione, formazione e lavoro del Veneto, Elena Donazzan – per rilanciare un istituto cardine del sistema duale che deve diventare la via maestra per l’accesso al mondo del lavoro. Se il numero dei contratti di apprendistato negli ultimi anni è in flessione, in Veneto come nel resto d’Italia, non è tanto per la scarsa convenienza economica dell’istituto contrattuale o per la scarsa convinzione da parte delle imprese, quanto piuttosto per l’eccesso di ostacoli burocratici che scoraggiano scuole e aziende».


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