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Il governo scommette sul sistema duale: in arrivo 16 milioni per coprire le spese dei tutor aziendali

di Claudio Tucci

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Un contributo massimo di 1.500 euro per coprire le spese del tutor aziendale in caso di attivazione di un contatto di apprendistato di primo livello (quello a contenuto formativo); se in impresa arriva invece uno studente per svolgere un periodo di alternanza l’incentivo per le attività di tutoraggio scende a 500 euro.

I nuovi incentivi
Il ministero del Lavoro ha deciso di ampliare i “bonus” a favore dei datori che scommettono sul nuovo canale di istruzione e formazione “duale” introdotto dal Jobs act: sul piatto vengono messi ulteriori 16 milioni di euro (arrivano dal Pon Occupazione) e a inizio luglio ItaliaLavoro pubblicherà l’avviso “a sportello” per riconoscere i contributi economici alle imprese.

Le misure
I 16 milioni vengono suddivisi a metà: otto milioni serviranno a incentivare i nuovi contratti di apprendistato di primo livello, rivolti ai giovani fino a 25 anni, finalizzati all’acquisizione, lavorando, di un titolo di studio (qualifica professionale, diploma, certificato di specializzazione tecnica superiore). Il contributo massimo è di 1.500 euro e andrà a rimborso delle attività di tutoraggio aziendale per un minimo di 48 ore in sei mesi (si possono fare due richieste per ogni contratto - in questo modo il “bonus” sale a 3mila euro per ogni apprendista assunto). I restanti otto milioni andranno all’alternanza scuola-lavoro: qui l’incentivo massimo è di 500 euro.

I beneficiari
I beneficiari di entrambi i contributi sono le aziende che hanno effettuato, tramite proprio personale, attività di tutoraggio ad apprendisti di primo livello o nei percorsi di alternanza, stipulati dal 1° gennaio 2016, in collaborazione con i centri (e/o enti) di formazione professionale.
Secondo i primi calcoli del ministero guidato da Giuliano Poletti con questi 16 milioni potranno essere soddisfatte 5.333 richieste di incentivo per contratti di apprendistato e circa 16mila per i periodi di alternanza. «Monitoreremo con attenzione la misura - ha commentato il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba -. Se funzionerà, come crediamo, siamo pronti a rifinanziarla». L’alternanza potrà contare anche sull’altro canale di finanziamento (strutturale): i 100 milioni annui previsti dalla legge 107, ha aggiunto il collega, e sottosegretario al Miur, Gabriele Toccafondi.

Le attività di orientamento e placement
In questi giorni i 300 Centri di formazione professionale (Cfp) selezionati da ItaliaLavoro stanno partendo con i servizi di accompagnamento a un impiego e le attività di placement: l’obiettivo è “intercettare” nei corsi formativi 20mila giovani e promuovere l’attivazione di almeno 1.200 contratti di apprendistato di primo livello. Ogni Cfp potrà contare su un contributo massimo di 35mila euro. Anche le Regioni sono in campo: qui però le situazioni di partenza sono diversificate nei territori, con il Sud in difficoltà. Il modello d’avanguardia è in Lombardia, che ha già scommesso sul “duale”. E i risultati si vedono: «Da gennaio - ha detto l’assessore, Valentina Aprea - c’è stato un picco di assunzioni con l’apprendistato».


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