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La Fondazione Agnelli compie cinquant’anni e rilancia la sfida di innovazione e solidarietà

di Maria Cristina Tubaro

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Puntare sull’innovazione. È questo il programma della Fondazione Agnelli per il futuro ma, al tempo stesso, è questa anche la radice da cui, a cinquant’anni dalla sua nascita, la Fondazione ancora oggi trae ispirazione. Ad idearla, infatti, fu l’avvocato Gianni Agnelli per celebrare i 100 anni dalla nascita del senatore Giovanni Agnelli, uno che dell’innovazione ha fatto il suo programma di vita, che non ha mai avuto paura del nuovo e che ha saputo stare sempre al passo con i tempi e con le nuove tecnologie.
Nata nel dicembre del 1966, la Fondazione si è occupata di ricerche e analisi della società italiana e, dal 2008, concentra la sua attività su formazione, scuola, università, lavorando sulle due macroaree che da sempre costituiscono la sua mission, ovvero la solidarietà sociale - con un impegno nell’assistenza ai bisognosi, le cure mediche e la ricerca scientifica - e l’istruzione: formazione e ricerca, studio e miglioramento dei modelli educativi, sostegno a progetti concreti come il rifacimento di alcune scuole e con la Scuola di alta formazione al management (Safm), l’istituzione no-profit per la formazione post-lauream, creata insieme alla Fondazione Garrone e alla Fondazione Pirelli, inserita nel network europeo del Collège des Ingénieurs.

La nuova sede della Fondazione Agnelli
Ora un nuovo progetto, che si ispira ai più grandi poli di innovazione del mondo, da Israele alla Cina alla Silicon Valley: tecnologie, innovazione e imprenditorialità saranno le protagoniste della nuova avventura della Fondazione Agnelli, che partirà nella primavera del 2017 da un luogo storico, ovvero la casa di via Giacosa del senatore Agnelli, di fronte al Castello del Valentino, dove la Fondazione stabilirà la nuova sede.
La creazione della nuova struttura è affidata allo studio di design internazionale Carlo Ratti associati. Uno spazio aperto alla città e alle scuole, con laboratori sperimentali per i bambini, spazi per i corsi della Safm, spazi di coworking per le imprese e incubatori di impresa. Il palazzo sarà esso stesso immagine dell’innovazione. Sarà dotato di giardini, spazi verdi e luminosi, sarà in grado di avvertire la presenza di persone al proprio interno e di modificarsi in tempo reale per adeguarsi, ottimizzando i consumi, ma favorendo anche la relazione personale, ad esempio consentendo a chi è all’interno – se lo desidera – di segnalare agli altri la propria posizione così da facilitare incontri informali.
E proprio la dimensione dell’incontro, della relazione e della collaborazione è centrale anche nelle strategie della Fondazione, che ha già avviato prestigiose partnership con enti di eccellenza. Tra questi il Talent garden, la più grande comunità fisica in Europa di talenti del digitale, che dovrà gestire ben 2.000 metri quadrati dedicati al coworking, per ospitare start up e imprese innovative, consentendo loro di condividere aree di lavoro, spazi per eventi, attività di formazione e molto altro. Con Talent Garden, ci sarà anche Second home, il creative accelerator fondato a Londra da Rohan Silva e Sam Aldenton. L’idea è di realizzare incontri ed eventi con imprenditori, ricercatori, personaggi che si sono distinti per creatività ed innovazione, per il lavoro in campo scientifico e tecnologico e di favorire l’accesso degli imprenditori italiani ad eventi organizzati a Londra, per sviluppare nuovi contatti e nuove opportunità di business.
Nella nuova sede ci sarà spazio per il Sella lab, ovvero il polo di innovazione voluto da Banca Sella per supportare le start up e le aziende nel processo di trasformazione tecnologica e sostenere i talenti; ci sarà spazio per le attività della Scuola di alta formazione al management, come pure per le attività di consulenza alle imprese e alle start up; ci sarà il Centro di ricerca sull’imprenditorialità del Politecnico di Torino, con un osservatorio permanente su imprenditorialità e innovazione, con un lavoro continuo per studiare soluzioni per favorire la creazione e lo sviluppo di attività imprenditoriali e il trasferimento di nuove tecnologie alle imprese.
Nel rinnovato edificio di via Giacosa, la Fondazione Agnelli svilupperà i propri programmi di ricerca e di attività sull’istruzione, mettendo inoltre a disposizione delle scuole laboratori per attività sperimentali e interattive pensate per bambini e adolescenti – ma anche per i loro insegnanti - nel campo della robotica, della programmazione, della scienza e della manifattura innovativa.

Altri progetti per celebrare il cinquantenario
I progetti per la celebrazione del cinquantenario della fondazione Agnelli non si fermano alla sede di Via Giacosa, ma spaziano tra diversi ambiti: il sostegno ad un’impresa innovativa con finalità di pubblico interesse; l’aumento delle risorse destinate al sociale; un premio in denaro per i vincitori delle prossime Olimpiadi e paraolimpiadi (tra i quali dovranno scegliere i lettori del sito di informazione sportiva Gazzetta.it) che si renderanno disponibili ad essere testimonial dei valori dello sport nelle scuole.
Infine, il progetto “L’Italia tra 50 anni”: cinquanta testimoni, in una serie di brevi filmanti, racconteranno, come immaginano l’Italia nel prossimo futuro e le principali trasformazioni che l’Italia vivrà da oggi al 2066.


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