Famiglie e studenti

Dallo sviluppo dell’idea di mercato, all’attività di marketing: in 458 istituti gli studenti «simulano» un’impresa

di Claudio Tucci


L'azienda? Si «simula» in classe. Dall’idea di mercato all’attività di marketing; dall’analisi dei costi alla predisposizione di un budget, al lancio di una “start-up”. Si chiama «impresa formativa simulata», ed è a tutti gli effetti una forma di alternanza, che prevede la costituzione di un’azienda “virtuale” (animata dagli studenti), che svolge attività di mercato in rete e fa riferimento a una struttura produttività “reale”.

I percorsi attivati
Una modalità innovativa di formazione, utile soprattutto nei territori dove sono presenti poche realtà imprenditoriali: sono già 458 le scuole che hanno lanciato o stanno per farlo esperienze di «impresa formativa simulata» nella piattaforma del Consorzio nazionale per la formazione, l’aggiornamento e l’orientamento (Confao); con 930 percorsi e il coinvolgimento di circa mille classi seguite da docenti e tutor aziendali: «Il contatto con la realtà non manca - ha evidenziato il sottosegretario, Gabriele Toccafondi - visto che prof e imprenditori accompagnano le attività dei ragazzi valorizzando la cultura d'impresa».

Il ruolo delle imprese
Un riconoscimento per la funzione educativa del lavoro: «Il ruolo delle aziende nei diversi percorsi di alternanza è centrale - ha ricordato il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Marco Gay -. Noi stiamo già molto a contatto con gli studenti, siamo pronti a rafforzare l'impegno». Il 65% dell'«impresa formativa simulata» è praticata negli istituti tecnici, il 31% nei professionali, il 4% nei licei. Nella piattaforma del Confao sono già attive 124 imprese (altre 806 sono in fase di attivazione). L’obiettivo è «orientare i ragazzi - ha detto il dg del Miur, Carmela Palumbo - e rafforzare il curricolo con esperienze utili per un successivo sbocco occupazionale».

Le best practice
Ma cosa si realizza con l'«impresa formativa simulata»? L’istituto «Francesco Datini» di Prato, per esempio, con le imprese partner, ha creato un’agenzia viaggi; il «Leonardo da Vinci» di Roma, un’azienda per organizzare grandi eventi. Il «Confalonieri De Chirico», sempre di Roma, una tipografia online e l’organizzazione di eventi d’arte.


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