Servizi per il lavoro

Aumentano gli spazi per aule virtuali dei Mooc

di Alessia Tripodi

Flessibili (e personalizzabili) per definizione, innovativi, internazionali, nella maggior parte dei casi praticamente gratuiti. E capaci di fornire competenze preziose per chi è in cerca del primo impiego o per chi vuole (o deve) ricollocarsi sul mercato del lavoro. Sono i Mooc (Massive open online courses), i corsi online aperti a tutti, nati nel 2008 negli Stati Uniti. Un modello quello dei Mooc scelto in diversi casi anche per i master, permettendo pure a chi già lavora di conseguire un titolo (anche presso qualificate università internazionali) e a costi decisamente ridotti rispetto a quelli standard.

I numeri
Secondo i dati dell’European Moocs Scoreboard - la piattaforma web creata nel 2013 dalla Commissione Ue per mettere in rete tutte le raccolte di risorse didattiche aperte esistenti in Europa (non solo quelle erogate dalle università) e renderle disponibili a studenti, insegnanti e ricercatori - alla fine del 2015 complessivamente i Mooc attivati in Europa erano oltre 1.700, di cui la maggior parte offerti da atenei o altri soggetti spagnoli (481 corsi), del Regno Unito (435), di Francia (250) e Germania (204). L’Italia, con 86 corsi già avviati e 5 di imminente attivazione, si piazza comunque nella parte alta della classifica (dopo i Paesi Bassi con 95 corsi), lasciando indietro Paesi scandinavi, Austria e Portogallo che non superano quota 20.
Da Coursera - prima piattaforma Mooc nata come spin off dell’Università di Stanford e che oggi conta 12 milioni di utenti mensili – alle più recentiIversity.org e Udacity.com , non manca chi alimenta l’offerta di Mooc. E l’interesse per corsi di laurea e master massivi è cresciuto anche negli atenei italiani: secondo un rapporto dei rettori della Crui relativo solo ai percorsi proposti dalle università, aggiornato a novembre 2015, in tre anni il numero dei corsi è aumentato di 6 volte. Tra 2013 e 2014, in particolare, il totale delle università italiane che hanno attivato Mooc è passato da due a otto e i percorsi formativi da 18 a 39. E nel 2015, spiega ancora la Crui, gli atenei hanno programmato l’attivazione di ulteriori 94 corsi.

L'offerta dei corsi
Dalla “pioniera” università telematica Uninettuno nata nel 2005, che oggi offre un ampio ventaglio di master Mooc (tra i quali un Global Mba in collaborazione con la London School of business and finance e un master in diritto commerciale cinese in partnership con l’Open university di Hong Kong), alla Sapienza di Roma e alla Bocconi (tra le prime università italiane a offrire master Mooc su Coursera), dalla Business School del Politecnico di Milano – che vanta una piattaforma tutta dedicata al digital learning – a Roma Tor Vergata e Federico II di Napoli, sono tanti gli atenei italiani che offrono master Mooc. I corsi sono erogati soprattutto attraverso il consorzio open source Moodle.org , Coursera o anche tramite portali individuali. È il caso, per esempio, della Federico II, già titolare dal 2007 della piattaforma di web learning Federica.eu e ora alla guida del network Emma che raccoglie 12 università di 8 paesi Ue.


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