Servizi per il lavoro

Garanzia giovani, lo snodo sono i centri per l’impiego

di Gabriele Fava

La mancanza di una forte competenza gestionale dei centri per l'impiego, di cui fra poco dovrà occuparsi l'Anpal, è la causa dello scarso utilizzo delle risorse messe a disposizione dalla Garanzia giovani.

I dati diffusi il 5 novembre scorso dal ministero del Lavoro nel 73° Report presente sulla piattaforma Garanzia giovani, dichiarano che il numero degli utenti complessivamente registrati al Programma “Garanzia giovani” supera le 851mila unità. Le prese in carico si attestano a 521.394 unità mentre sono 213.847 i giovani ai quali è stata proposta almeno una misura.

Ma il dato più interessante per verificare quanto il piano di garanzia abbia influito positivamente sull'occupazione, è il numero di istanze presentate per l'erogazione del bonus: ciò rappresenta infatti il numero di soggetti che sono stati intermediati e che entrano finalmente nel mondo del lavoro. Ebbene, i dati amministrativi di fonte Inps-Gagi relativi all'utilizzo del bonus occupazionale per le imprese nell'ambito delle misure previste dalla Garanzia giovani mostrano che gli importi delle istanze confermate ammontano a poco più di 42 milioni, pari a solo il 25% delle risorse complessivamente programmate per la misura, davvero poco rispetto alle risorse disponibili.

Si era già detto, all'epoca dell'introduzione della Youth Guaranted nel nostro Paese, che il sistema di profilazione utilizzato per l'assegnazione del bonus fosse poco flessibile e che l'esclusione di alcune categorie di rapporti di lavoro, quale l'apprendistato professionalizzante - incluso in un secondo tempo - fosse troppo afflittiva e penalizzasse di molto l'effettivo utilizzo dell'incentivo. Ma oltre ai dubbi sollevati nel merito, avevamo dichiarato che un ulteriore nervo scoperto era rappresentato dall'organizzazione dei centri per l'impiego, che risultava poco adatta a svolgere con velocità e capacità l'incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Di conseguenza tutte le criticità che si erano preannunciate a suo tempo hanno determinato conseguenze negative e del tutto contrastanti con lo spirito e gli obiettivi sottesi al progetto della Garanzia.

La raccomandazione del Consiglio europeo, che ha dato impulso a varare nel nostro paese il Piano nazionale della Garanzia giovani, attendeva risultati quali «aumento dell'occupazione dei giovani» declinato nell'obiettivo specifico: «Aumentare l'occupazione dei giovani neet».

Finora, la Garanzia giovani non ha sortito gli effetti sperati e buona responsabilità è da attribuire ai centri per l'impiego che non hanno saputo intervenire con efficacia e competenze gestionali adeguate nell'intermediazione: una procedura troppo lenta, dato che la sola fase di profilazione prevede un'attesa media di almeno due mesi; l'incapacità di gestire le domande attraverso una piattaforma unica a livello nazionale che favorisca la mobilità dei giovani, i giovani presi in carico in una Regione diversa sono infatti davvero pochi se rapportati al tasso di mobilità interregionale complessivo pari al 3,54 % di fonte Isfol.

In questo contesto, le criticità su cui si muoverà l'Anpal non sono tanto da attribuirsi a una mancanza di governance nell'organizzazione dei Centri per l'impiego, quanto a carenze strutturali e a una mancanza di know-how specifico. L'impressione è infatti che dentro i centri per l'impiego il giovane in cerca di lavoro entri un un circuito molto articolato e molto poco moderno che non può essere superato da un ulteriore struttura che parli ancora troppo il “burocratese”.

Positivo invece il progetto “Crescere in Digitale” varato dall'intesa raggiunta fra un colosso del Web quale Google, il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e Unioncamere, che ha ottenuto un boom di iscrizioni. Il progetto consiste in un percorso formativo ed una verifica finale che permetterà ai giovani selezionati di iniziare preparati al tirocinio in azienda o dare avvio ad una propria attività. Le imprese potranno ospitare giovani tirocinanti retribuiti da “Garanzia giovani” usufruendo di incentivi fino a 6mila euro in caso di assunzione.

Segno che la partita dell'occupazione giovanile va giocata con strumenti moderni che consentono di rispondere in tempi rapidi alle necessità del mercato.

Fava &Associati Studio Legale
© RIPRODUZIONE RISERVATA