Enti e regioni

Via libera delle Regioni al nuovo apprendistato «formativo»

di Claudio Tucci

Via libera della conferenza Stato-Regioni al decreto che attua il nuovo apprendistato formativo. Il testo, rispetto alla versione originaria, subisce alcune modifiche. Il governo “asciuga” i requisiti che devono possedere le imprese che assumeranno studenti-apprendisti, da quattro “paletti” si passa a tre (capacità strutturali, tecniche e formative, quest’ultima in formula soft: significa solo la disponibilità di un tutor aziendale, che può essere pure lo stesso imprenditore). Si chiarisce poi che i contratti di apprendistato legati a progetti di ricerca possono durare più di tre anni (per legare il rapporto alla durata del progetto di studio).

Ancora punti critici
«Grazie all’intesa tra ministeri e Regioni, siamo in condizione di partire con il nuovo apprendistato duale», evidenzia il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba. Il decreto però contiene ancora dei punti critici: la formazione in tema di salute e sicurezza sul lavoro resta un adempimento in capo all’azienda (non viene invece assegnato alle scuole, come accade per l’alternanza); e non si riconosce la possibilità di modificare il piano formativo individuale del ragazzo in caso di variazione della qualifica da conseguire.

Il nodo della partecipazione delle scuole
Resta poi ancora troppo ingessato l’apprendistato di alta formazione. «Con gli interventi su alternanza e apprendistato abbiamo gli strumenti per favorire la transizione scuola lavoro - spiega il dg per gli Ordinamenti scolastici e la valutazione del Miur, Carmela Palumbo -. Certo, adesso le scuole vanno aiutate. Faremo corsi di formazione per presidi e docenti».


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