Enti e regioni

Nessuna detrazione Iva sull’acquisto di materiale didattico per gli enti formativi

di Francesca Malandrucco

S
2
4Contenuto esclusivo S24


Gli Enti di formazione professionale non possono detrarre l’Iva sugli acquisti del materiale didattico perché, a loro volta, non sono soggetti al pagamento dell’Imposta sul valore aggiunto. Lo ha stabilito la Corte suprema di cassazione che ha condannato un consorzio di Torino, specializzato in corsi di formazione finanziati dal Fondo sociale europeo, a pagare all’Agenzia delle entrate le imposte “impropriamente” detratte. Le motivazioni della sentenza sono state appena pubblicate dalla Sezione Tributaria Civile della Corte di Cassazione (n° 19429 del 30 settembre 2015).

I fatti
I fatti risalgono al 2003, quando l’ufficio di Torino dell’Agenzia delle entrate, in seguito ad un accertamento fiscale, contestava al consorzio «un’indebita detrazione dell’imposta», in relazione ad «acquisti afferenti operazioni non soggette ad imposta (Iva)», invitandolo il consorzio stesso a restituire i soldi.
L’Ente, legittimamente riconosciuto dalla Regione Piemonte, aveva presentato immediatamente ricorso contro l’Agenzia delle entrate, e il Giudice di primo grado gli aveva dato ragione, qualificando come «mera dazione di denaro – fuori campo Iva ai sensi dell’articolo 2, comma 3, Dpr 633/72 – l’erogazione del contributo comunitario», ed escludendo che il rapporto tra il consorzio e gli enti pubblici, che erogavano i fondi comunitari, «desse luogo a pagamento di corrispettivo dietro prestazione di servizi».
L’Ufficio finanziario, però, ha continuato la sua battaglia legale, arrivando fino al terzo grado di giustizia.

Le motivazioni
La Corte suprema, alla fine, ha dato ragione all’Agenzia delle entrate, ribaltando completamente la sentenza di appello. «Sfrondata delle argomentazioni inconferenti svolte in sentenza e ricorso – si legge nelle motivazioni – la soluzione della questione controversa deve essere ricercata esclusivamente all’interno della norma di esenzione, dovendo in particolare essere verificati i requisiti soggettivi dell’operatore economico ai quali la norma (articolo 10col, n.20 Dpr 633/72), condiziona l’esenzione d’imposta, determinando la corrispondente indetraibilità dell’Iva a monte (ai sensi dell’art.19, comma 2, del Dpr 633/72)». La norma, infatti, considera operazioni esenti da Iva tutte quelle attività didattiche svolte da enti o scuole riconosciute dalla pubblica amministrazione, categoria nella quale rientrano anche i centri accreditati per lo svolgimento di corsi di formazione professionale, come nel caso del consorzio in questione.
In sostanza l’ente, recuperando l’Iva sugli acquisti di materiale didattico, aveva infranto il citato articolo 19, comma 2, del Dpr 633/72, che impedisce alle agenzie formative non soggette al pagamento dell’Imposta sul valore aggiunto di detrarre l’Iva a monte.
A dodici anni di distanza, ora il consorzio è stato condannato a restituire quanto dovuto dalle Entrate.


© RIPRODUZIONE RISERVATA