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Giudici e avvocati: 5,5 milioni dalla Ue per l’aggiornamento

di Maria Adele Cerizza

Sostenere attività di formazione giuridica in materia di diritto civile e penale,diritti fondamentali e lotta alla radicalizzazione.
Questo è l’oggetto di un invito a presentare progetti a cura del Programma Giustizia dell’Unione europea.
Le attività di formazione sono destinate al personale della giustizia: giudici, procuratori, funzionari dei tribunali, avvocati, notai, ufficiali giudiziari, mediatori, interpreti e traduttori presso i tribunali.
I partecipanti ai corsi devono provenire da diversi Paesi appartenenti all’Unione europea.
Il budget disponibile è pari a 5,5 milioni di euro.
I progetti devono essere proposti – entro il 16 novembre 2015- da una partnership costituita da almeno due organizzazioni di due diversi Paesi ammissibili.
Si deve trattare di organizzazioni pubbliche e private legalmente costituite e aventi sede in uno degli Stati Ue, escluso Danimarca e Regno Unito.
Organizzazioni a scopo di lucro possono partecipare ai progetti – sia come proponente che come partner – solo in partnership con organizzazioni non-profit.
Il contributo Ue può coprire fino all’80% dei costi totali ammissibili del progetto e la sovvenzione richiesta non deve essere inferiore a 50mila euro.
Le attività possono essere realizzate nel quadro di una formazione iniziale o continua. I progetti dovrebbero mirare anche a incoraggiare gli operatori a seguire una formazione in una lingua straniera, sia attraverso la traduzione simultanea di alta qualità nella loro lingua madre sia attraverso una formazione linguistica mirata.
I progetti possono riguardare scambi multilaterali fra operatori della giustizia; creazione di contenuti formativi, realizzati su misura per una formazione frontale, in e-learning o mista, che possono essere utilizzati dai formatori o dai professionisti per l’autoapprendimento e strumenti per i fornitori di formazione .
Tra le questioni prioritarie che potranno essere oggetto dell’attività di formazione rientrano l’esecuzione degli atti pubblici in materia di successioni e la creazione di un certificato successorio europeo; la procedura per l’ordinanza europea di sequestro conservativo su conti bancari al fine di facilitare il recupero transfrontaliero dei crediti in materia civile e commerciale; l’esecuzione nella Ue dei provvedimenti di blocco dei beni o di sequestro probatorio; l’applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sentenze e alle decisioni di sospensione condizionale, in vista della sorveglianza delle misure di sospensione condizionale e delle sanzioni sostitutive.Tutta la documentazione utile per la presentazione di un progetto è disponibile nel sito Internet: http://ec.europa.eu/justice/grants1/calls/2015_action_grants/just_2015_jtra_ag_ejtr_en.htm


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